Sport

Rossonero di sera. Il Rijeka chiude l'avventura europea con il Milan

FIUME | Una festa del calcio, e poco importa se la cornice e lo scenario non saranno quelli che tutti si auspicavano. Stasera con inizio alle 19 (diretta su TVC 2), nell’ambito dell’ultimo turno della fase a gironi di Europa League, il Rijeka ospiterà a Rujevica il Milan. Una partita quasi completamente priva di significato per la situazione di classifica del raggruppamento D, con i quarnerini già matematicamente eliminati e i rossoneri promossi, ma allo stesso tempo dai mille significati. Perché, non dimentichiamolo, dopo Juventus e Real Madrid i meneghini, per quanto lontani dagli splendori antichi, sono la terza squadra di primissimo livello a calcare il campo di Cantrida o Rujevica. Queste tre compagini, alle quali va aggiunto anche il Feyenoord, sono state campioni d’Europa, nel caso di Real Madrid e Milan parecchie volte. Purtroppo, a trovarsi di fronte stasera saranno due formazioni in crisi d’identità, per le quali la sfida di Rujevica sarà una buona, nel caso del Rijeka anche ottima, occasione di riscatto. Battere i rossoneri sarebbe un toccasana, per le casse societarie e per il morale dei giocatori, senza dimenticare la possibilità di evitare l’ultimo posto nel girone se il risultato di Austria Vienna-Aek Atene dovesse volgere a favore. Peccato per gli avvenimenti degli ultimi giorni legate al club fiumano, che hanno sicuramente rovinato un po’ la marcia d’avvicendamento alla contesa di stasera.



Kek: «Un onore affrontare i rossoneri»

“Nessuno di noi può negare che le voci che si sono rincorse ultimamente ci abbiano lasciati indifferenti, ma il nostro unico compito è di pensare al campo. A Rujevica arriva una società che ha fatto la storia del calcio mondiale: quale motivo in più per provare a sorprenderli e cogliere una vittoria di prestigio? – ha osservato ieri, in una sala stampa gremita, l’allenatore Matjaž Kek –. Il fatto che il Milan non si sia allenato a Fiume non va assolutamente interpretato come una questione di mancato rispetto verso il Rijeka. Molte squadre lo fanno, soprattutto in questa fase di stagione quando ci sono tanti impegni uno dietro l’altro. Non so con quali giocatori si presenteranno in campo, ma verranno sicuramente a Fiume per riscattare l’ultima delusione in campionato. Eppoi, non dimentichiamo che ogni punto porta con sé in dote anche un po’ di denaro. Lo stadio sarà pieno e per noi è un onore poter affrontare una compagine come il Milan. Basta guardarsi un po’ intorno, anche in questo preciso istante, per capire a che punto l’arrivo di un club simile mobiliti la gente, non soltanto i tifosi. Non sono d’accordo con chi dice che non ci sia l’imperativo del risultato, per me quello c’è sempre. Se non altro nel rispetto dei tifosi che ci verranno a sostenere in questa serata particolare”.



Lo sloveno fa la conta degli indisponibili

Purtroppo, come capitato sin troppo spesso nel corso di questa prima parte della stagione, anche stavolta il tecnico sloveno ha parecchi grattacapi nel trovare l’undici di partenza. Tante, infatti, le assenze annunciate, soprattutto a causa della lunga lista degli infortunati. “A prescindere da chi scenderà in campo mi auguro che i ragazzi diano il massimo. Sarebbe bellissimo chiudere con un risultato positivo. Come sapete già, Mišić non ci sarà per squalifica, mentre Heber, Bradarić, Matei e Gorgon e Davidson sono infortunati. Jelić e Gomelt, invece, non sono stati tesserati per l'Europa League – fa il punto della situazione Kek –. Questa è la situazione al momento, ma anche Vešović non è al meglio. Chiaro che dovrò mandare in campo una squadra in piena emergenza e a tal proposito abbiamo già provato delle soluzioni alternative nel corso degli ultimi allenamenti. Non escludo a priori un cambio del modulo tattico o che qualche giocatore possa agire in un ruolo non proprio”.



Vešović: «L'occasione della svolta»

Chi non dovrebbe mancare all'appuntamento, pur essendo alle prese con una caviglia malandata, è Marko Vešović, anche lui atteso dalla prova del riscatto dopo una stagione ben al di sotto delle aspettative. “Siamo perfettamente consapevoli dal fatto che affrontiamo una grande del calcio mondiale. Vi garantisco che ognuno di noi giocatori non vede l’ora di scendere in campo, anche perché non capita spesso di trovarsi di fronte il Milan. Abbiamo in nostri problemi, ma nemmeno i rossoneri stanno attraversando un buonissimo momento: per questo motivo siamo convinti di potercela fare. Dobbiamo semplicemente entrare in campo e dimostrare di essere in grado di lottare alla pari. Del resto, lo abbiamo già fatto in alcuni frangenti nella gara d’andata al Meazza. Questa partita la interpretiamo in un certo senso come quella della possibile svolta: battere il Milan ci aiuterebbe sicuramente a superare questo difficile periodo, nel quale tutto sembra essere contro di noi. Credo che sia arrivato il tempo di conquistare una ‘grande’ vittoria, che ci manca ormai da tanto, troppo, tempo”.

Gattuso: «Mi aspetto una super atmosfera»

La partita di stasera contro il Rijeka, da possibile amichevole infrasettimanale con l’ufficialità di una gara Uefa, in un batter d’occhio è diventata per il Milan un match tutto da vivere. Il pareggio di domenica contro il Benevento ha infatti cambiato completamente le carte in tavola e Gennaro Gattuso, per cercare di risollevare il suo Milan, dovrà provare a dare continuità a modulo e uomini. A Rujevica, contro un Rijeka che comunque vorrà provare a sorprendere, sarà importante la convinzione e la voglia di prendersi quei tre punti che sono inutili per la classifica, ma tremendamente importanti per il morale dei rossoneri. E questo nonostante le (volute) assenze di gente come Donnarumma, Bonucci, Suso, Kalinić, Rodriguez, Calhanoglu...
Il Milan ha effettuato la rifinitura in mattinata, al termine della quale, dopo il pranzo, la squadra è partita in aereo da Malpensa. Poco dopo l’arrivo a Fiume, l’allenatore Gennaro Gattuso e il centrocampista Manuel Locatelli hanno “affrontato” i numerosi giornalisti presenti nella sala stampa dello stadio di Rujevica. Italiani, ma anche fiumani e croati. “Ringhio”, ovviamente, è stato da buon inizio bersagliato da domande sull’attuale momento del Milan e su come risollevarlo. Poi ha speso parole di lode per il Rijeka.
“Una squadra che riflette il carattere del suo allenatore. Tecnicamente è molto valida, parte dal basso e non butta mai via il pallone. Gioca molto sulle fasce, cercando la superiorità numerica, ed è bene organizzata. In poche parole: sa giocare a calcio. So che al Rijeka mancheranno diversi giocatori, tra i quali Bradarić e Mišić, che sono molto importanti. Ma non per questo sarà più facile. Loro sono carichi, giocano contro il Milan e vorranno fare bene. Noi però ci siamo preparati a dovere”.
A parte la personalità del Rijeka, Gattuso è rimasto colpito da qualcos’altro in occasione della gara d’andata al Meazza, vinta dai rossoneri per 3-2 con un gol in pieno recupero. “Mi ricordo benissimo l’atmosfera che hanno creato i tifosi del Rijeka a San Siro. Erano 3-4 mila, ma sembrava fossero quasi 20mila. In alcuni momenti si sentivano soltanto loro, anche quando la squadra era sotto nel risultato. Mi aspetto la stessa cosa domani (oggi per chi legge, nda) e questo è un bene, perché è sempre bello giocare in uno stadio pieno, circondati da tanto entusiasmo”.
Tornando per un attimo alla decisione di allenarsi in mattinata a Milanello e non, come vuole un po’ la tradizione, la sera della vigilia della partita nella città ospitante, “Ringhio” aggiunge: “Sarebbe stato bellissimo allenarci tutti insieme qui, ma siccome ho deciso di lasciare a casa alcuni giocatori importanti non volevo che saltassero una seduta di lavoro in vista delle prossime sfide di campionato. Il momento è delicate e ci vuole unità e partecipazione”.

 

 

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