Politica

La chiusura degli indirizzi grave colpo per le scuole medie superiori della CNI

Quali sono i quadri professionali richiesti dal mercato del lavoro e cosa (non) stanno offrendo le istituzioni scolastiche allo scopo di fornire i profili adeguati alle necessità delle imprese e con garanzia d’impiego? Un quesito-ragionamento così esteso attinente a una problematica strategica e determinante per lo sviluppo socioeconomico del territorio e oltre, è diventato oggetto d’analisi in sede di Regione istriana, ieri in occasione della visita ufficiale del viceministro della Scienza e dell’Istruzione, Vlado Prskalo. Una vera e propria tournèe istriana, la sua, per passare in rassegna addirittura 19 istituzioni scolastiche: 11 durante la giornata di ieri e altre 8 oggi. L’interesse ministeriale ha snobbato gli indirizzi di formazione prettamente liceale, concentrandosi precipuamente attorno a quelli professionali e di avviamento al mestiere, che più direttamente e dinamicamente si ricollegano al settore dell’impiego. La missione istriana di Prskalo è iniziata con un breve ricevimento presso l’ufficio di rappresentanza regionale e con gli onori di casa espletati dal presidente Valter Flego, affiancato dal suo vice Fabrizio Radin e dall’assessore istriano all’Istruzione, allo Sport e alla Cultura tecnica, Patricia Percan. A seguire, l’incontro a porte chiuse, assieme ai dirigenti scolastici delle medie superiori, ai rappresentanti della Camera d’economia regionale, della Confartigianato, dell’Ufficio regionale per l’amministrazione, dell’Assessorato istriano per la collaborazione internazionale ed europea, nonché dell’Ufficio regionale di collocamento al lavoro. “Abbiamo avuto un dibattito altamente qualitativo – è il giudizio espresso da Valter Flego a fine incontro – per focalizzare la situazione sul mercato occupazionale e la relazione che in questo contesto detengono le scuole professionali. Il viceministro Prskalo è pronto a visitarle tutte e a richiedere dai presidi la stesura di programmi formativi con cui affrontare le sfide del futuro, operare un’analisi delle potenzialità, delle risorse e degli strumenti di lavoro, prevedendo il progresso didattico-scolastico, anche per i prossimi 5-10 anni. Stiamo così cercando di addivenire a un approfondimento metodico, con cui poter richiedere i finanziamenti europei necessari all’organizzazione di scuole più moderne, in grado di marciare di pari passo con il mercato del lavoro”. Vantando le potenzialità istriane e l’esistenza in Istria di due Centri di competenza, quello per il Turismo e l’Alberghiera di Stoia e l’altro delle Nuove tecnologie di Monteparadiso, Flego si è detto certo, che in marzo si fornirà una base solida con cui concorrere per i mezzi UE in palio per l’istruzione. Da parte sua, il viceministro Prskalo ha sottolineato la volontà di migliorare il sistema d’istruzione professionale, abilitandolo a fornire quadri competenti e realmente richiesti dalle imprese, ritenendo che tra il settore scolastico e quello lavorativo vi sia fin troppa discordanza. “Vogliamo preparare gli scolari per il mercato economico-occupazionale e non per soggiornare negli uffici di collocamento al lavoro o per uscire dalla Croazia. Sono sorpreso dall’energia e dalla volontà di collaborazione dimostrata dal presidente regionale”, ha rilevato Prskalo, convinto che l’Istria sarà in grado di candidare ottime proposte di progetti di sviluppo che meriteranno l’appoggio finanziario statale ed europeo.

Dopo la visita alla Scuola professionale di Pola, il viceministro ha voluto conoscere da vicino la realtà scolastica della SMSI “Dante Alighieri”. Accompagnato dall’assessore Percan e dalla preside dell’istituzione scolastica della CNI, prof.ssa Debora Radolović, ha visitato i laboratori di automazione e robotica, di meccanizzazione, il gabinetto di elettronica e telecomunicazioni, l’aula pratica per i commercianti, le aule specializzate in creazione d’impresa simulata, in biologia, chimica e fisica. Il viceministro, dettosi compiaciuto dell’atmosfera di buon umore che regna nelle aule, ha saputo instaurare anche un dialogo diretto con gli allievi, ottenendo riscontri e valutazioni positive sull’istruzione offerta dall’istituzione.


La puntata a Rovigno

Nel pomeriggio il viceministro, accompagnato dall’assessore regionale Patricia Percan, ha fatto visita alla Scuola media superiore italiana di Rovigno, dove è stato accolto dalla preside Ines Venier. Prskalo ha osservato con particolare interesse le attrezzature e gli strumenti utilizzati dagli alunni nelle aule e nei laboratori degli indirizzi di fisioterapista ed estetista medico, richiedendo informazioni relative alle possibilità d’impiego e di prosecuzione degli studi degli alunni della minoranza nazionale italiana al termine dei quattro anni. Ha trovato interessante, inoltre, il fatto che la scuola sia frequentata anche da alunni della maggioranza che optano per la SMSI per la qualità dei programmi offerti.
Il viceministro ha dimostrato interesse verso i contributi offerti all’istituto scolastico da parte del Governo italiano e delle unità di autogoverno locale e regionale. Ha lodato, in seguito, tale proficua collaborazione, rilevando che in altre Regioni è presente il problema della mancanza di dialogo tra le istituzioni scolastiche e il loro fondatore.
“Questa è senza dubbio una delle più belle scuole in Croazia” – ha rilevato il viceministro – paragonandola alle scuole di Paesi più avanzati come Finlandia, Svezia e Germania, non soltanto per la bellezza dell’edificio, delle aule e dei corridoi, ma specialmente per la ricchezza dei contenuti. La preside Venier ha messo in rilievo le attività svolte nel corso dell’anno scolastico. Attività che garantiscono una formazione completa agli alunni che frequentano l’istituto, come anche la collaborazione con aziende, policlinici e ospedali per il tirocinio didattico. Il viceministro è stato informato delle necessità della scuola e delle difficoltà cui deve far fronte. “Il nostro obiettivo è tenere il passo con le tendenze e necessità sul mercato del lavoro, assicurando agli alunni una scelta quanto più ampia di indirizzi di studio” ha detto la prof.ssa Ines Venier, lamentando anche il fatto che, in tal senso, la buona volontà della scuola non incontri sempre comprensione da parte del ministero, anche se – ha aggiunto – “la situazione quest’anno è molto migliore, favorendo l’apertura di un nuovo indirizzo di studio”.
Il problema maggiore è quello della chiusura degli indirizzi che ha colpito pure altre scuole della minoranza, come confermato anche da Patricia Percan. “Queste sono perdite irreversibili, perché allora gli alunni cercano possibiltà altrove“, ha osservato. In questo senso, Ines Venier ha richiesto maggior flessibilità da parte del ministero della Scienza e dell’Istruzione verso le scuole della minoranza. Il viceministro ha promesso di riferire al ministro quanto appreso, dopodiché si è recato in visita alla scuola media croata “Zvane Črnja”, alla palestra del Ginnasio e alla Scuola di formazione professionale “Eugen Kumičić”.           

 

 

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