Politica

Antonio Ballarin: Disturba vedere all’opera persone che non hanno nulla da nascondere

Mi appello al diritto di replica per l’articolo dal titolo: “Tutelare la memoria guardando al futuro”, del 9/10 u.s. apparso sul giornale a firma di Rosanna Turcinovich Giuricin, in quanto il servizio riporta diverse inesattezze tese a mettere in cattiva luce l’operato dell’Istituzione da me presieduta e la mia stessa persona.

Nel primo paragrafo si legge “la crisi economica interna legata al blocco perdurante dei mezzi della Legge 72 e successive proroghe”. Evidentemente chi scrive non è stato informato del Decreto interministeriale firmato lo scorso mese dal Ministro degli Affari Esteri e dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali e che tale Decreto stanzia i fondi per i progetti dell’annualità 2013. Delle due l’una: o l’autore non ne era a conoscenza, nel qual caso dimostra un livello professionale di bassa caratura - non avendo avuto il buon senso per una conferma della notizia riportata -, oppure l’informazione è stata volutamente omessa - la qual cosa rappresenterebbe un’eventualità ancor più grave, perché significherebbe una visione della realtà volutamente distorta. Il fatto è che non esiste alcun blocco ma, semmai, la normale trafila burocratica a tutti nota, necessaria purtroppo per l’effettiva fruizione dei fondi. Tuttavia, l’utilizzo del termine “blocco dei fondi” è una locuzione molto più d’impatto, tipica in un certo tipo di conversazioni, le quali, non conoscendo il dettaglio, si fermano alla superficie della notizia, suscitando i soliti (ri)sentimenti, di facile sollecitazione, come il rancore, la frustrazione e la rabbia verso un non ben precisato “sistema” da dover combattere, salvo poi diventarne amico, caso mai cambiasse l’atmosfera. Sempre nel medesimo paragrafo si sottolinea il debito crescente, con anticipi e saldi ancora fermi ai progetti 2013, nonostante i mirati interventi di Guido Brazzoduro ed Egone Ratzenberger in sedi da loro ritenute opportune. Lo “sblocco” dei finanziamenti è avvenuto per l’impegno del Sottosegretario Antimo Cesaro del MIBACT, innanzitutto, che dallo scorso anno ha attivato i regolari canali ministeriali per la nomina dei Funzionari Delegati preposti all’erogazione dei fondi. Ma non solo; sempre il MIBACT e sempre il Sottosegretario Antimo Cesaro, hanno permesso di attivare il ciclo dei finanziamenti per le annualità 2013 e 2014, in corso d’opera in questi giorni. A pari merito, l’impegno del Sottosegretario Benedetto Della Vedova e del suo staff (il min. pl. De Luigi in primis), insieme a quello della Presidenza del Consiglio, attraverso l’impegno del Consigliere Carlo Notarmuzi, hanno permesso di perfezionare l’intero impianto procedurale per una fruizione più snella dei fondi della L. 72/2001. L’autrice dell’articolo, indicando Brazzoduro e Ratzenberger come i fautori dello “sblocco” che sarebbe avvenuto grazie a qualche lettera scritta a chissà chi, di fatto fa intendere come vero ciò che non è una verità, attribuendo generosamente merito a due personaggi che in tutta questa vicenda hanno avuto un profilo del tutto marginale (anche perchè le lettere indirizzate al MAECI, del quale ero informato, erano sistematicamente non necessarie e fuori tempo rispetto all’operato delle Istituzioni). Nel successivo paragrafo, si parla di “aperte critiche” al mio intervento, per la mancata soluzione dei grandi problemi delle associazioni degli esuli, sia da parte di FederEsuli - che presiedo - sia di ANVGD, collegando le dimissioni di 8 funzionari delegati a progetti non realizzati, alla rabbia e alla sfiducia dei consociati. Anche in questo passaggio l’autrice non perde l’occasione per raccontare fatti non corretti. Come Presidente della FederEsuli ero stato invitato dal Brazzoduro al raduno dell’associazione da lui presieduta per portare un “saluto”. Quindi il mio non era un “intervento” in un dibattito ma, semplicemente, una forma di cortese messaggio posto in apertura dei lavori, poiché immediatamente dopo sarei dovuto correre a Senigallia al raduno dell’Associazione dei Dalmati Italiani, in corso nelle stesse giornate del raduno dei fiumani. Le “aperte critiche” citate, si riferiscono a un’interruzione sgarbata e priva delle più banali regole della buona educazione ad opera proprio di Egone Ratzenberger, il quale, già dal Giorno del Ricordo di quest’anno, celebrato alla Camera dei Deputati, non aveva perso l’occasione per apostrofarmi in maniera inadeguata proprio alla Camera, subito dopo il mio intervento. Evidentemente il consigliere Ratzenberger reputa la sua età avanzata come giustificazione per ogni bizzarria conseguente al suo “grande ego”. Dunque si tratta di aperte critiche (non è ancora chiaro in merito a cosa, visto che non mi è stata offerta nemmeno la possibilità di replica, anche se, ripeto, il mio era un “saluto” e, dunque, non richiedeva né commenti né repliche), poste da una delle 39 persone in sala (su 46 presenti al raduno). Se i problemi ai quali l’autrice si riferisce sono quelli legati ai fondi (pare sia l’unica emergenza d’interesse per chi scrive), ripeto quanto sopra: l’informazione è parziale, non circostanziata e, in sostanza, non corretta. Per quanto riguarda all’accenno ai “progetti non realizzati” è bene precisare che la Presidenza da me interpretata vede nei fondi 2013 che verranno erogati entro l’anno in corso, la prima tornata progettuale in carico per il presente mandato. I progetti degli anni passati sono tutta roba ereditata. Mettere in relazione le dimissioni dei funzionari delegati con progetti non realizzati è una forzatura gratuita e falsa, tesa a gettare discredito. Per esempio non viene citato minimamente che 6 degli 8 funzionari, hanno dato le dimissioni per raggiunto limite d’età, che uno ha rimesso l’incarico per gravi motivi personali e che il penultimo, prima dell’attuale, a fronte delle sue dimissioni, ha subito un procedimento disciplinare interno al MIBACT.
Per quanto riguarda i progetti non svolti poi, non si sa bene quali siano, perché per quanto visto da me per il 2010, 2011 e 2012 - per i quali ho direttamente gestito le rendicontazioni insieme ai miei collaboratori - non ho visto progetti non realizzati, ma solo rendicontazioni non adeguate, come quelle perdute proprio dai fiumani i quali, anziché indirizzare i fascicoli alla FederEsuli, preferivano inviarli direttamente e non correttamente al funzionario delegato di turno. Rendicontazioni alle quali è stata diligentemente da me richiesta la documentazione integrativa, al fine di poter liquidare quanto previsto dalla progettualità. Infine il commento “Ballarin ha lasciato la sala visibilmente alterato”. Mi permetto di precisare che: “Ballarin ha lasciato la sala visibilmente in ritardo”, per le questioni accennate sopra. La dialettica con chi, in pensione, critica e non costruisce nulla se non la propria visibilità e i propri interessi personali di piccolo cabotaggio, non è in grado di generare una mia reazione alterata. Semmai la mia compassione per una vita vissuta con tristezza. Figurarsi, non mi altero nemmeno quando vedo articoli così faziosi, imprecisi, tutti tesi a suonare la carica ad una protesta non necessaria. Tanto per montare una nuova polemica e poi cavalcarla. Eppure, ogni volta che vedo questo genere di contributi va da sé pensare che ci sia sempre qualcuno che soffi sulla divisione interna. Probabilmente il vedere all’opera persone che non hanno nulla da nascondere, che non hanno mai fruito di una remunerazione derivante dalla L. 72/2001 (come d’uso per alcuni intellettualmente disonesti nel passato), che seguono un’ideale e non un interesse, che hanno visione prospettica e non melanconico rimembrare, disturba.

Antonio Ballarin
Presidente della Federazione delle Associazioni dgli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati

 

 

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