Politica

L’apprezzamento di Mattarella agli esuli per la collaborazione instaurata con la CNI

ROMA | Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha incontrato ieri mattina al Quirinale una delegazione della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati guidata dal presidente Antonio Ballarin. Erano presenti il presidente delle Comunità Istriane, Manuele Braico, il presidente del Libero Comune di Fiume in esilio, Guido Brazzoduro, il membro esecutivo del Libero Comune di Pola in esilio, Tito Sidari, il presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Renzo Codarin, il presidente del Comitato provinciale di Roma dell’ANVGD, Donatella Schürzel, il vicepresidente e il membro dell’Esecutivo dell’Associazione Dalmati Italiani nel mondo - Libero Comune di Zara in esilio, rispettivamente Antonio Concina e Serena Ziliotto, il presidente e il vicepresidente di Coordinamento Adriatico, Giuseppe De’ Vergottini e Davide Rossi, nonché la giornalista dell’Avvenire, Lucia Bellaspiga. Presenti, a fianco del Capo dello Stato, il segretario generale dell’Ufficio della Presidenza della Repubblica, Ugo Zampetti, il consigliere diplomatico del Presidente, Emanuela D’Alessandro, e Giovanni Grasso, consigliere per la stampa e la comunicazione.


Un’atmosfera molto cortese

Al termine del colloquio svoltosi a pochi giorni di distanza dalla celebrazione del Giorno del ricordo, Ballarin ha consegnato al Capo dello Stato diversi libri e pubblicazioni incentrati sui territori d’origine e sulle vicende degli esuli. “La soddisfazione per l’incontro di oggi (ieri per chi legge, nda) è tanta. Il colloquio al Quirinale si è svolto in un’atmosfera bella e molto cortese. Il Presidente Mattarella ha dimostrato un altissimo livello di comprensione della problematica che ci riguarda, assicurandoci anche il suo sostegno riguardo alla soluzione di alcuni nodi che incidono negativamente sullo svolgimento delle nostre attività. Concretamente, sia riguardo alla ripresa degli incontri del Tavolo governo-esuli, attesa oramai da anni, sia per quanto concerne lo sblocco dei fondi previsti dalla Legge 72, il Capo dello Stato ci ha assicurato un suo contributo e un intervento diretto”, ci ha dichiarato al termine dell’incontro Antonio Ballarin, esprimendo grande soddisfazione per la vicinanza espressa agli esuli e alla loro storia, nonché per la comprensione emersa rispetto alle questioni che immobilizzano la vita delle associazioni che li rappresentano. “Come ben noto, il nostro obiettivo è la riunificazione di un popolo diviso – ha proseguito Ballarin –. La nostra prospettiva e il nostro futuro sono all’interno delle comunità autoctone e questa è un’impostanzione condivisa, come emerso in modo chiaro dai complimenti, anche del Presidente, che ci ha formulato il suo apprezzamento per quanto facciamo sia in Italia, con le conferenze nelle scuole e più in generale con il racconto della nostra storia, ma soprattutto per la collaborazione instaurata con la Comunità Nazionale Italiana autoctona in Croazia e in Slovenia”.

Le cicatrici del passato

Si ricorda che venerdì 10 febbraio durante la cerimonia svoltasi nell’Aula di Palazzo Montecitorio era stata data lettura del messaggio di Mattarella nel quale si ricordano, tra l’altro, “le cicatrici dei feroci crimini nella Seconda guerra mondiale – che nel dopoguerra si tradussero anche in una strage di italiani, e che si accompagnarono alle sofferenze di decine di migliaia di famiglie costrette ad abbandonare case e lavoro nella zona di Trieste, in Istria, a Fiume e nelle coste dalmate – e costituiscono parte della nostra storia”. “Reiterare la memoria di quei fatti, contribuire a una lettura storica corretta e condivisa è il contributo prezioso di tante associazioni degli esuli e delle comunità giuliano-dalmate e istriane, base di un’autentica riconciliazione che allontani per sempre la sofferenza delle spaventose violenze del passato, delle criminali pulizie etniche, dei lutti indelebilmente impressi nelle nostre comunità. L’Europa della pace, della democrazia, della libertà, del rispetto delle identità culturali, è stata la grande risposta agli orrori del Novecento, dei quali le foibe sono state una drammatica espressione. Un impegno che - a 70 anni dal Trattato di Pace che mise fine alla tragica guerra scatenata dal nazifascismo - non può venire mai meno – così Mattarella nel suo messaggio – per abbattere per sempre il fanatismo, padre della barbarie e della crudeltà che si nutrono dell’odio”.

Un messaggio scritto con il quale il Presidente Mattarella ha voluto esprimere la sua vicinanza nonostante l’impossibilità di partecipare all’evento a causa di impegni internazionali assunti in precedenza.

Da aggiungere che, nonostante l’invito per l’incontro al Quirinale fosse esteso anche agli esponenti dell’Unione degli Istriani, questa non era rappresentata all’incontro di ieri. I motivi sono stati esposti in una nota diramata dall’Ufficio stampa - Segreteria della Presidenza dell’associazione. “L’Unione degli Istriani non sarà rappresentata, avendo deciso dopo ampia riflessione di non partecipare all’incontro, per i motivi che sono stati chiaramente espressi in una lettera riservata trasmessa ieri mattina (martedì, ndr) dal presidente Massimiliano Lacota al Capo dello Stato. L’amara delusione, ancora viva, per la disattenzione manifestata dai vertici dello Stato con la loro incomprensibile ed ingiustificata assenza alla cerimonia del Giorno del ricordo a Basovizza, che ha generato polemiche e contrapposizioni politiche di cui non si sentiva il bisogno, non consente ai rappresentanti dell’Unione degli Istriani di partecipare con la necessaria serenità a un incontro importante ed atteso ben prima del 10 febbraio.
Nel ribadire la necessità del dialogo con il governo sui temi aperti, e nell’auspicare la più ampia condivisione da parte delle massime cariche istituzionali delle tragedie che si sono consumate al confine orientale nel secondo dopoguerra, e che hanno determinato l’esodo di un’intera popolazione autoctona, l’Unione degli Istriani ha invitato il Presidente della Repubblica a venire a Basovizza in occasione della prossima ricorrenza, ovvero quella del periodo maggio-giugno, che ricorda la triste occupazione di Trieste da parte delle truppe di Tito avvenuta nel 1945”, si legge nel comunicato.

 

 

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