Pola

Una nuova rete fognaria al passo con i tempi

“Una grandiosa opera di bonifica ambientale e una grande conquista di civiltà”. Queste le parole con cui il sindaco di Fasana, Radomir Korać, ha presentato il progetto di costruzione della nuova rete fognaria a servizio dell’agglomerazione urbana Pola nord. Il progetto definitivo è stato illustrato ai consiglieri comunali della piccola località istriana dal team di progettisti della “Pragrande” – l’azienda municipale responsabile dei sistemi di canalizzazione del Polese – il cui rappresentante Robi Fuart, ha esordito ricordando che la Croazia si è impegnata con l’Unione europea ad ammodernare i suoi sistemi fognari e suoi impianti di depurazione delle acque.


Le località interessate

“A tale scopo l’intero Paese è stato suddiviso in agglomerati urbani. Uno di questi è quello di Pola nord, che comprende l’abitato polese di Stignano, la Città di Dignano e le sue frazioni di Gallesano, Peroi e Barbariga e l’intero Comune di Fasana”, spiega Fuart, aggiungendo che l’obiettivo del progetto è la tutela del mare, delle falde idriche e delle sorgenti d’acqua. Addentrandosi nei particolari del progetto, il responsabile della “Pragrande” evidenzia la necessità di costruire tra gli abitati di Stignano, Valbandon, Fasana e Peroi un nuovo collettore che, in futuro, rappresenterà l’ossatura principale delle reti fognarie di queste quattro località, dove è prevista anche la ricostruzione di parte dei sistemi di canalizzazione esistenti. Inoltre, a Valbandon è prevista la ricostruzione del collettore di via Pineta. Un intervento che permetterà anche alle abitazioni che fino ad ora non ne hanno avuto la possibilità di allacciarsi alla rete fognaria. “Naturalmente è in piano anche la ricostruzione delle reti fognarie di tutti gli abitati coinvolti nel progetto”, ha detto Fuart il quale, per quanto riguarda il solo Comune di Fasana, ha informato i consiglieri che sarà completamente ricostruita, ampliata e ammodernata la stazione di pompaggio Badel, accanto alla quale saranno costruiti servizi igienico-sanitari a uso dei cittadini e dei bagnanti che ogni estate affollano la spiaggia nord di Fasana.


Niente scavi in centro

Sempre a Fasana è poi previsto lo smantellamento delle due stazioni di sollevamento della Riva e del parco giochi della località. Inoltre, i piani prevedono la ricostruzione parziale della rete fognaria del centro storico. Un intervento per il quale, stando al responsabile del progetto, non saranno necessari scavi. Per quanto riguarda la frazione di Valbandon, l’ingegnere ha annunciato la completa ricostruzione della stazione di sollevamento situata nei pressi del porticciolo. Anche in questo caso l’impianto sarà ampliato e dotato delle più avanzate strumentazioni. Infine, il rappresentante della “Pragrande” ha aggiunto che nel progetto cìè anche la ricostruzione dell’impianto di depurazione delle acque nere, che non sarà più soltanto meccanico, ma anche biologico.
Ai consiglieri è stato poi chiarito che l’ammodernamento del sistemi di canalizzazione è necessario poiché la rete fognaria attuale è ormai inadeguata alle esigenze di sviluppo dei territori compresi dal piano. Detto questo, Fuart ha parlato di costi, dicendo che il valore stimato del progetto si aggira intorno ai 291,5 milioni di kune. Una cifra assolutamente inaccessibile alle tre unità d’autogoverno locale coinvolte nel piano. “È qui che entra in gioco l’Unione europea, che stanzierà il 70 per cento delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione dell’opera”, ribadisce l’esperto, aggiungendo che il restante 30 per cento sarà equamente suddiviso tra lo Stato, l’Ente nazionale idrico e le amministrazioni locali. “Fasana ad esempio dovrà coprire il 3,5-4 per cento delle spese per la realizzazione dell’opera”, ha annunciato il responsabile, il quale sostiene che il Comune otterrà in cambio una rete fognaria e un impianto di depurazione che potranno soddisfare le esigenze di sviluppo del Fasanese per i prossimi trent’anni. Ascoltata con attenzione l’esposizione del rappresentante dell’azienda municipale polese, i consiglieri hanno voluto sapere quando dovrebbero partire i lavori. “Riteniamo plausibile possano iniziare nel 2019, anche perché i primi impianti dovranno essere pronti già entro la fine del 2020. Ce lo impone l’Unione europea”, sostiene il progettista, aggiungendo che il progetto completo dovrà, invece, essere ultimano entro il 2023. “Se non sarà così saremo costretti a pagare alte penali all’Ue”. Fuart, in conclusione, ha detto ai rappresentanti dei cittadini che nel progetto è compreso anche il potenziamento della rete idrica e la costruzione di un nuovo acquedotto tra le località di Pinezici e Dignano.

 

 

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