Fiume

Educazione civica: i risultati ispirano ottimismo

In un Paese nel quale alle elezioni politiche partecipa meno della metà della popolazione, nel quale i diritti umani sono sotto attacco e nel quale i cittadini non sono consapevoli dei loro diritti e soprattutto dei loro obblighi, in cui la solidarietà e i valori civici sono a livelli bassissimi, l’educazione civica è un’assoluta necessità e l’unico modo di invertire le tendenze negative che si stanno sviluppando da ormai troppo tempo in Croazia e creare in tal modo una società davvero libera e democratica. Come noto, la Città di Fiume è stata la prima in Croazia ad agire con l’intento di arginare i danni dovuti alla passività e al disinteresse dilagante introducendo l’educazione civica nelle scuole elementari cittadine. Stando ai dati rilevati nell’ambito della ricerca svolta dal Dipartimento di Pedagogia della Facoltà di Filosofia, dopo soltanto un anno di applicazione, il programma si è dimostrato un grande successo.

In primo luogo, si tratta di un programma che è stato definito ottimo dalla quasi totalità degli alunni che lo hanno frequentato, mentre il 90,5 p.c. di loro ha dichiarato di essere più sensibile all’importanza dei diritti umani. I ragazzi hanno dimostrato dei cambiamenti positivi nelle loro opinioni legate ai diritti e alle responsabilità, alla tolleranza, al rispetto e alla comprensione del prossimo. Si tratta di risultati che hanno spronato gli autori del programma e del rispettivo manuale “Alunno cittadino”, a realizzarne un altro destinato alle settime e ottave classi. Del successo dell’iniziativa fiumana che, si spera, verrà ripresa anche da altre città della Croazia, ci ha parlato la redattrice del manuale, Lana Golob.


Atteggiamenti discriminatori

“Come sappiamo, nessun governo si è premurato finora di introdurre nelle scuole l’educazione civica, per cui in seno alla Città di Fiume abbiamo deciso di fare qualcosa in questa direzione. Ciò che ha fatto scattare la molla è stata una ricerca svolta dall’iniziativa GOOD nel 2015 a livello nazionale tra i maturandi, che ha evidenziato un alto e preoccupante livello di intolleranza tra i giovani, tutti sulla soglia o dell’età di 18 anni e quindi aventi diritto di voto – esordisce Lana Golob –. Ad esempio, appena il 55 per cento dei giovani ritiene un fatto positivo che in un Paese vivano persone di diverse razze, religioni e culture; addirittura la metà degli intervistati ritiene che l’omosessualità sia una malattia, mentre soltanto un terzo crede di potere influire sulla situazione nel Paese tra due cicli elettorali. Si tratta di opinioni discriminatorie e inaccettabili in una società democratica e moderna, ma è ancora più preoccupante il fatto che questi giovani non se ne vergognino. Non sono affatto consapevoli del loro potere in veste di cittadini e non conoscono il concetto di legittimità del potere, il che è allarmante. Inoltre, se si prendono in considerazione i risultati dell’ultima indagine PISA del 2016, scopriamo che questi sono peggiorati rispetto a quelli ottenuti nel 2006. Dobbiamo sapere, infatti, che PISA non valuta soltanto la capacità di riproduzione del sapere, bensì pure la capacità di applicare le conoscenze nella vita reale.
Questi risultati deludenti ci hanno spronato ad agire per prevenire atteggiamenti di questo tipo, per cui abbiamo stilato un programma e creato un manuale, in quanto finora non esisteva un volume che comprendesse tutte le dimensioni dell’educazione civica e fosse adatto all’età dell’alunno. Abbiamo deciso di partire creando i materiali per gli alunni delle quinte e seste classi, per cui abbiamo creato un programma in base al curriculum di educazione civica del 2014. Infatti, la nostra idea era creare un manuale utilizzabile in tutta la Croazia, per cui – com’è noto – siamo disposti a cederlo gratuitamente a tutte le città e regioni interessate.”
Il manuale – spiega Lana Golob –, contiene trenta temi interessanti e adeguati all’età dei ragazzi, di cui quindici vengono elaborati in quinta e i rimanenti quindici in sesta classe. Per le scuole elementari con lingua d’insegnamento italiana il manuale è stato tradotto.


Manuale per le settime e ottave

“In questo momento stiamo preparando il manuale per le settime e ottave classi, al fine di assicurare la continuità fino alla conclusione dell’istruzione elementare, ma contiamo di realizzare pure un programma per gli studenti delle scuole medie superiori, anche se queste non sono di competenza della Città. Inizialmente, questo programma verrà proposto tramite la Casa del giovane, ma continueremo a trattare con i responsabili della Regione per convincerli a introdurre il programma anche nelle scuole di loro competenza. Si tratta, infatti, di un programma di vitale importanza.
Un altro segmento importante dell’introduzione dell’educazione civica nelle scuole elementari era l’abilitazione degli insegnanti, che sono la chiave del cambiamento. Pertanto, per due anni consecutivi abbiamo organizzato dei corsi di abilitazione per gli insegnanti delle scuole elementari di Fiume. Trattandosi di una materia interdisciplinare, ai corsi hanno preso parte insegnanti di diversi campi, ma altamente motivati a dedicarsi a quest’importante compito. Vi hanno preso parte insegnanti di geografia, arte visiva, lingua croata, lingua tedesca, pedagoghi, psicologi e via dicendo.
Va anche detto che l’educazione civica è stata introdotta in 22 delle 24 scuole elementari di Fiume come attività extrascolastica. Questa scelta ci sembrava giusta in quanto per questo tipo di attività i bambini non prendono voti. Nell’anno scolastico 2016/2017 la materia è stata introdotta sperimentalmente in sei scuole (quattro croate e due italiane) e si svolgeva una volta alla settimana, mentre quest’anno scolastico è entrata nelle 22 scuole e, su richiesta degli alunni stessi, comprende due ore scolastiche. Ritenevano, infatti, che un’ora alla settimana non fosse sufficiente per elaborare e discutere di argomenti di loro interesse.”
“Per quanto riguarda gli alunni che non si sono iscritti all’educazione civica, nell’ambito della valutazione dei risultati del programma abbiamo voluto sapere per quale motivo alcuni avevano deciso di non aderire. Il motivo principale di quasi l’80 p.c. dei ragazzi che non frequentavano questo programma aveva risposto che era troppo oberato da altre attività extrascolastiche.”


Risultati incoraggianti

“Per valutare gli effetti del programma dopo un anno, abbiamo svolto due tipi di valutazione. All’inizio dell’anno avevamo svolto un’inchiesta tra gli alunni che non si sono iscritti a educazione civica (il gruppo di controllo) e quelli che lo hanno fatto e abbiamo riproposto le medesime domande ai due gruppi alla fine dell’anno scolastico. Volevamo, infatti, sapere in quale misura il programma che abbiamo implementato ha avuto effetto. Abbiamo ottenuto risultati positivi in tutte e sei le dimensioni valutate: nei diritti umani, nell’aspetto sociale, nell’economia, nell’aspetto culturale, in quello ecologico e politico. Nell’ambito dell’educazione civica, infatti, gli alunni hanno appreso l’importanza del rispetto dei diritti umani, della tolleranza, in che modo pianificare il proprio budget, come spendere i soldi in maniera responsabile, hanno imparato che è importante leggere le etichette sui prodotti. I ragazzi hanno lavorato come redattori del loro giornale e portale internet, ma soprattutto hanno imparato a ragionare in maniera critica.
Ci ha fatto piacere scoprire che nel gruppo di allievi che hanno frequentato il programma è stato rilevato un cambiamento statisticamente importante, per cui già nel primo anno si è visto l’esito positivo dell’insegnamento dell’educazione civica.
Il secondo tipo di valutazione ha compreso una ricerca svolta dal dipartimento di pedagogia della Facoltà di Filosofia, che ha analizzato le risposte degli alunni iscritti e dei loro genitori, di quelli non iscritti e dei loro genitori e degli insegnanti che hanno svolto il programma.


Incentrata sull’esperienza diretta

L’aspetto particolarmente positivo dell’educazione civica è che è incentrata soprattutto sull’esperienza diretta e non sull’insegnamento ex cathedra. Gli alunni hanno, pertanto, avuto la possibilità di incontrare il sindaco, gli hanno fatto domande e proposte, hanno incontrato il difensore civico dei bambini e via dicendo. Gli alunni apprendono nozioni svolgendo diverse attività. Pressappoco il 100 p.c. dei ragazzi ha giudicato molto utile e interessante il programma d’educazione civica e i temi proposti.”
Questi risultati hanno spronato altre città e regioni a farsi avanti per introdurre la materia nelle loro scuole, tanto che è stato firmato di recente un contratto con la Città di Sisak, mentre anche la Regione litoraneo-montana e quella istriana hanno dimostrato interesse per il programma. “Siamo stati contattati anche dalla Città di Osijek e da alcune associazioni del settore civico della Dalmazia (però nessuna Città o Regione) e di tutta la Croazia. È chiaro che si tratta di un programma indispensabile e noi desideriamo diffonderlo in tutto il Paese. I valori della tolleranza e della responsabilità del cittadino sono la base di una società sana. D’altronde, attraverso l’educazione civica desideriamo abilitare i ragazzi ad applicare il sapere appreso a scuola nella vita quotidiana.
Vorrei precisare che i risultati delle ricerche che abbiamo svolto non si possono generalizzare, in quanto il campione era troppo piccolo, ma sono stati utili per noi come indicazione di un’eventuale necessità di cambiare qualcosa nel programma. Prossimamente metteremo in atto una grande ricerca longitudinale assieme al Dipartimento di psicologia che comprenderà gli alunni dalla quinta all’ottava classe per ottenere risultati che si possono generalizzare e che serviranno come un invito ad agire a livello nazionale. Un cittadino consapevole e attivo è essenziale per una società sana e davvero democratica.”

 

 

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