Esuli

Incontrarci su Internet per sentirci meno soli: credo nei giovani che seguiranno le nostre orme

18 romaPrimavera, aria di Concorso per la MLH. Ancora qualche giorno per poter inviare i lavori da parte di singoli e scuole che sempre più numerosi partecipano. Ne ragioniamo con Maria Rita Cosliani, presidente della Mailing List Histria, associazione nata da un gruppo di seconde generazioni dell’esodo con la volontà di creare lobby agendo tramite internet a livello nazionale sulle tematiche d’interesse di istriani-fiumani-dalmati, indirizzando il proprio impegno su una ricomposizione delle genti adriatiche attraverso il rapporto con scuole e comunità in Istria, Fiume e Dalmazia. Alla cerimonia itinerante, che ogni hanno sceglie una diversa sede per la consegna dei premi, partecipa moltissima gente, trasformando l’incontro in una vera e propria festa. Quest’anno la località di destinazione è Gallesano. Il periodo, come sempre, primavera inoltrata. La Cosliani, che vive a Gorizia, cura anche il sito della MLH che raccoglie i volumi, pubblicati puntualmente ogni anno, dei lavori premiati. Si possono scaricare e sfogliare, leggere e cogliere i vari aspetti che riguardano cultura e tradizioni, usi, costumi e nuove filosofie di un mondo in evoluzione. E’ un impegno importante che la Cosliani considera imprescindibile. Ma da dove proviene Maria Rita e cosa motiva il suo lavoro?

“Siamo venuti via da Pola nel marzo del 1947 – racconta -, ero ancora in fasce. La scelta di puntare su Gorizia è stata dettata dal semplice fatto che qui avevamo uno zio che non solo ci ha accolti ma, nei primi tempi, ci ha veramente aiutati. Doveva essere solo una tappa. I miei genitori studiarono per molti mesi l’inglese per poter espatriare in America dove c’era un altro zio che ci aspettava. Mio papà era un lavoratore instancabile, un bravissimo panettiere. E invece all’ultimo colloquio personale con l’ambasciatore, mia mamma cedette all’emozione e dichiarò di non volere lasciare l’Italia e così archiviarono la pratica. Mio papà, povero, non l’ha mai scoperto ed ha continuato a pensarci senza trovare pace”.

L’associazionismo quando è entrato nella sua vita?

“Come spesso succede, è iniziato quando sono andata in pensione, quando lavoro e famiglia mi hanno dato la possibilità di gestire in altro modo il mio tempo, con più libertà e serenità ma ugualmente con grande impegno. Mi sono appassionata ad internet e proprio in rete ho incontrato la MLH. Era il 2000. Mi piaceva questo gruppo di discussione fondato in quell’anno da Axel Famiglini, un ragazzo di Cesenatico che allora aveva solo 17 anni, nipote di nonni rovignesi, che aveva anche creato il sito www.mlhistria.it. Facebook sarebbe venuto tempo dopo, ma si erano già formati i primi gruppi su yahoo e le discussioni erano molto vivaci. Si interveniva su questioni fondamentali riguardanti il rapporto esuli-governo o sul dibattito sul futuro dell’associazionismo giuliano-dalmato. Presto si raggiunse un numero consistente di iscritti e nacque spontaneo il desiderio di conoscerci personalmente. Avevamo più o meno tutti gli stessi percorsi familiari, si proveniva dai medesimi luoghi, con una storia comune e il desiderio di impegnarci per evolvere il nostro mondo associativo con nuovi contributi. Il primo avventuroso raduno si tenne proprio a Cesenatico e il secondo a Roma con Gianclaudio de Angelini all’Archivio Museo storico di Fiume del Quartiere giuliano-dalmata, diretto da Marino Micich. Dal gennaio 2016 ci siamo trasformati in Associazione onlus alla quale si può destinare il 5 per 1.000: Associazione Mailing List Histria CF 91041970319”.

Che cosa significa lavorare con i ragazzi e con le Comunità degli Italiani?

“Con gli insegnanti e le Comunità italiane abbiamo sviluppato un ottimo rapporto di stima reciproca e di vera amicizia che si sviluppa anche a prescindere dal premio e ci arricchisce. Per il concorso invece, che ormai è la nostra attività principale, gestiamo tutto via internet. La segreteria - formata da me, da Gorizia, e Walter Cnapich da Torino – cura sia l’organizzazione dell’evento che il lavoro della commissione giudicatrice, composta da insegnanti che valutano i temi pervenuti, in deciso aumento di anno in anno. L’anno scorso sono giunti 220 lavori, tra individuali e di gruppo, per un totale di 416 partecipanti, per cui abbiamo dovuto scindere la commissione, 6 insegnanti sono stati dirottati sulla valutazione dei lavori delle scuole elementari e altri 6 su quelli pervenuti dalle classi superiori”.

Come è cresciuto il Concorso e che cosa ne ha decretato il successo?

“Direi che il successo è legato all’impegno degli insegnanti, sia delle scuole italiane di Istria e Fiume che di quelli dei corsi di italiano della Dalmazia e delle scuole croate. Gli insegnanti partecipano con grande volontà ed entusiasmo nonché professionalità. Specialmente i lavori di gruppo delle elementari sono dei veri capolavori. Noi comunichiamo i titoli attraverso il nostro bando e i ragazzi elaborano le tematiche dando sfogo al proprio estro ed alla preparazione specifica dovuta all’età o al livello di apprendimento. Spesso i maestri coinvolgono tutta la classe nella realizzazione degli elaborati, producendo lavori molto belli e complessi. Devo dire che la lettura di questi lavori è un piacere infinito. Credo che il successo sia determinato anche dalla qualità del materiale prodotto che rende i libri del Concorso una fonte incredibile di notizie, dati, sensazioni e storie individuali e collettive. Il 16.esimo concorso è in pieno svolgimento. La scadenza per la spedizione dei lavori è il 31 marzo 2018 e la cerimonia di premiazione si svolgerà il 9 giugno a Gallesano”.

Chi partecipa alla festa finale?

“Il pubblico è sempre più numeroso. Ogni anno, invitati dalle varie Comunità, facciamo le premiazioni in un diverso paese dell’Istria. Siamo stati a Pirano, Rovigno, Albona, Pola, Isola, Fiume, Capodistria, Sissano, Buie, Pisino, Valle, Dignano, Parenzo, Crevatini e Umago. Ma con la prof. Mirella Tribioli andiamo fino a Cattaro dove c’è una Comunità degli Italiani molto attiva nel recupero della lingua, la cultura e le tradizioni locali. In Montenegro ci sono tanti ragazzi che partecipano al concorso, visto che frequentano i corsi di italiano nelle città una volta venete”.

Internet per un popolo sparso come quello giuliano-dalmato è un’opportunità eccezionale. Quanta gente ha incontrato in rete?

“Internet è uno strumento eccezionale per ribadire l’importanza, la consistenza e la legittimità del collante che ci unisce. Ci sono tanti gruppi in facebook nei quali confluiscono esuli in Italia e nel mondo e residenti nelle terre d’origine della nostra comunità. Ci si sente meno soli. Si dialoga in tempo reale con chi è rimasto o è dovuto andar via espatriando in Australia, nelle Americhe, o in Canada. Si allacciano preziose amicizie, si ritrovano parenti o amici che s’erano dimenticati, ex compagni di scuola, si dialoga con gli esuli Oltreoceano che hanno tanta nostalgia per l’Italia e l’Istria e che si commuovono nel leggere messaggi nel nostro bellissimo dialetto. Secondo me è un mondo meraviglioso fatto di sentimenti e di affetto. Siamo una grande famiglia che si vuole bene pur lanciandosi spesso in animate discussioni. Ma siamo passionali e dobbiamo fare i conti con questo nostro carattere irruento. L’importante, e non mi stanco di ripeterlo, è il rispetto, sia nei confronti delle scelte fatte da ciascuno di noi sia nei confronti delle idee altrui”.

Come Vicepresidente dei “polesani” quali progetti intende realizzare?

“L’Associazione Libero Comune di Pola in Esilio – l’Arena di Pola, in questi anni è stata molto attiva. Ha avuto presidenti/sindaci di alto valore. Io ho avuto modo di collaborare molto bene con Silvio Mazzaroli, Argeo Benco, Tullio Canevari e adesso col presidente in carica, Tito Lucio Sidari. Persone preparate e competenti, direi lungimiranti, che hanno sempre operato con dedizione e amore. Internet ci ha permesso di portare a termine un grande progetto: la digitalizzazione di tutti i numeri del periodico Arena di Pola, dal 1948 al 2009, inseriti nel sito archivio www.arenadipola.com con motore di ricerca. Sito libero e fruibile da tutti, una grande ricchezza per il nostro mondo. Gli anni del 1945/1946 e 1947 invece sono stati pubblicati in forma cartacea e consegnati alle biblioteche e istituti scolastici e archivi, per lo studio, la ricerca e le consultazioni. Abbiamo anche il sito www.arenadipola.it, affidato a me, che aggiorno regolarmente con notizie in tempo reale e con i gli ultimi numeri dell’Arena di Pola”.

Una realtà in evoluzione, quindi, con altri progetti da realizzare?

“Le idee sono tante: un documentario per Rai Storia sulla terribile vicenda di Goli Otok, l’Isola Calva, gulag del regime jugoslavo di Tito dal 1949 al 1956 dove con violenze fisiche e psicologiche, si “rieducavano” i comunisti filosovietici al socialismo jugoslavo; vogliamo apporre una targa vicino al tempio di Augusto a Pola dedicata a Mario Mirabella Roberti che dopo la seconda guerra mondiale si occupò diffusamente della salvaguardia dei beni artistici in Istria e specialmente diresse la ricostruzione del Tempio di Augusto, pur sapendo che l’Istria sarebbe passata alla Jugoslavia; la traduzione in italiano dell’Antico Statuto di Pola; l’inserimento dei nomi con delle piattaforme al cippo che ricorda le vittime innocenti della strage di Vergarolla accanto alla Cattedrale di Pola. E non finisce qui. Quest’anno, dall’8 al 12 giugno, organizzeremo per la nona volta, il raduno nazionale a Pola, la nostra città di origine”.

E poi ci sono altre cariche ancora, perché, come spesso si sottolinea, si è in pochi a gestire l’esistente. Ma è veramente così, perché tanta gente ignora, consapevolmente o no, il ruolo dell’associazionismo? Perché le seconde generazioni sono spesso defilate?

“I nostri genitori non volevano farci soffrire, non volevano plasmare delle creature nostalgiche con lo sguardo rivolto unicamente al passato, hanno voluto per noi una completa integrazione. Non li giudico se ci hanno voluti difendere dalle brutture da loro subite, relegandoci in un bozzolo, per troppo amore, che molti non hanno lasciato o l’hanno lasciato tardi. I giovani poi, ed è legittimo, devono pensare al loro futuro, al lavoro e alla famiglia. Non è facile conciliare tutto ciò con il volontariato delle nostre Associazioni. Coloro che si occupano delle associazioni, secondo me, sono veramente persone da ammirare, che nelle ore libere fanno cose veramente egregie. Niente è facile in questi tempi, ci vuole dedizione assoluta e molto tempo speso per la comune causa. Comunque ci sono anche giovani validi e consapevoli che prima o poi prenderanno in mano le redini della situazione. Io sono ottimista”.

Qual è il tema del Concorso di quest’anno, il cui termine di consegna dei lavori si chiude a breve?

“I temi sono vari ed a scelta, ma il più popolare, che riproponiamo ogni anno è I nonni raccontano. E’ sempre piaciuto molto ed è stato il tema più seguito. Con un titolo esaustivo, si va dai giochi alla storia, alle tradizioni, ai proverbi, alle parole in dialetto. I nonni spesso confidano ai nipoti cose mai dette prima, confinate per tanto tempo negli angoli più nascosti del cuore, di cui i nipoti sono orgogliosi, sia per la fiducia, sia per il racconto che assorbono con grande interesse. I ragazzi sono veramente bravi. Al concorso chiedono di partecipare addirittura gli asili che ci inviano disegni stupendi. Affinché nulla vada perduto ho creato il sito www.adriaticounisce.it con tutti i temi del concorso. Ricordo che la scadenza è il 31 marzo. L’invito è di partecipare, numerosi, come sempre, ma anche di più per la gioia di tutti e per lasciare un segno”.

 

 

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