Esuli

Dal lontano Ohio un invito a dialogare con la musica

Avremmo voluto esserci per cogliere nuove sensazioni, sperimentare luoghi diversi e le reazioni suscitate dall’incontro con l’artista Simone Cristicchi in una terra americana come l’Ohio dove il cantante-attore-autore di canzoni di successo, si è esibito per gli studenti del Dipartimento di Italianistica. Due le realtà coinvolte: l’Università di Columbus e il Dipartimento di Oberlin. “Nonostante il mio inglese arrugginito – racconta Cristicchi - ci siamo capiti perfettamente: credo che la musica abbia un solo linguaggio, quello dell’anima. Ecco perché certi ricordi restano per sempre”.

In questi giorni Cristicchi sta girando l’Italia, da Torino a Palermo con lo spettacolo “Il secondo figlio di Dio” presentato in anteprima al Mittelfest di Cividale qualche estate fa. Affrontato con il garbo che lo contraddistingue e che abbiamo avuto modo di cogliere ed apprezzare nel suo Magazzino 18 che rimane una pietra miliare della nostra storia, sia a livello locale in quanto genti dell’Adriatico orientale, che universale, perché è un discorso artistico che appartiene a tutti, per il valore intrinseco dell’opera che si espande senza spazio e senza tempo.


Un grande riconoscimento

“La gente si ricorda di Magazzino 18 e sulla scia di quel successo riempie anche adesso i teatri. Mi cercano, mi seguono ed è bellissimo. A Palermo l’hanno testimoniato espressamente il che mi ha fatto molto piacere”, racconta Cristicchi al nostro giornale. Felice anche della nuova nomina a direttore artistico al Teatro Stabile dell’Abruzzo.
“Per me è un grande riconoscimento – così commenta – avendo un mio punto di vista sul teatro, anche se non supportato da una carriera infinita vista la mia età, metterò per tanto al servizio ciò che so, il mio gusto soprattutto nella scelta degli spettacoli, e ciò che sono. Il tutto inizierà nella prossima stagione, mi sto preparando”.

Proposte che tutto il suo pubblico seguirà, come ha fatto con la recente esperienza Oltreoceano. Ma ci sarà anche ai prossimi spettacoli in Friuli, già in calendario, a San Daniele, Pontebba, Maniago ed altre località ancora. E in America, come è stato incontrare giovani che studiano l’italiano nelle Università degli States?

“La cosa più bella è che si sono preparati sul mio lavoro, sui testi delle mie canzoni, qualcuno è italiano ma la maggioranza sono ragazzi americani. Ho trovato una platea di spettatori interessati e pronti. Mi hanno ringraziato di essere venuto come se fosse un dono speciale. Una grande soddisfazione”.
Simone Cristicchi ha raggiunto Columbus e nel teatro dell’Università c’era ad aspettarlo la chitarra. Tutto pronto per il suo concerto durante il quale ha raccontato sé stesso, il suo percorso artistico, lasciando spazio anche alla musica. “Le mie canzoni – racconta Cristicchi – sono piene di parole, sono complesse, articolate, non era facile per loro interagire: nonostante ciò li ho sentiti vicini, partecipi, è stato incredibile. In particolare, quando abbiamo intonato tutti assieme la canzone di Sergio Endrigo, Io che amo solo te”.

Ma come si svolge un concerto di questo tipo?

“Sono partito dagli esordi – spiega Cristicchi – inserendo ogni tanto un brano, fino ad arrivare a Sanremo con Ti regalerò una rosa, il rapporto con Endrigo, la storia della prima guerra mondiale e poi Magazzino 18, proponendo anche alcune parti recitate. Una sorta di lezione. Per loro è stato bello sentire semplicemente parlare l’italiano, ogni tanto la loro professoressa faceva da tramite in un’interessante interazione”.


Risposta sbalorditiva

Al fianco di Cristicchi Janice M. Aski, direttore del Programma di Lingua Italiana dell’Università dell’Ohio di Columbus che racconta. “Non avevamo mai organizzato un evento di questo tipo ma quando ci è giunta notizia della possibilità di farlo ci siamo messe immediatamente al lavoro per assicurare all’artista ed al nostro pubblico le condizioni necessarie. La risposta degli studenti è stata sbalorditiva, molti erano matricole alle prime armi, con una conoscenza minima della lingua, nonostante ciò si sono preparati per poter seguire la performance. E poi, diciamolo, Simone ha un modo di porsi che arriva a tutti, gli studenti ne sono un esempio concreto, erano entusiasti”.

La domanda nasce spontanea: Cristicchi è riuscito a creare la magia?

“È stato unico. Il pubblico non aveva mai affrontato un’esperienza di questo tipo e alla fine si sentiva un senso di gioia generale. Abbiamo distribuito il testo di molte delle canzoni e tutti hanno cantato “Io che amo solo te” insieme a lui, il che sta a significare quanto si sentivano ispirati dalla sua presenza e da ciò che aveva raccontato, coinvolgendoli completamente. Nel presentare Cristicchi mi sono soffermata su Magazzino 18 che per i nostri giovani rappresenta qualcosa di incredibile, credo però che abbiano capito. Non hanno posto domande a fine concerto, ma si sono messi in fila per stringergli la mano e buttare là qualche frase o scattare un selfie. L’hanno ringraziato di essere venuto. Al discorso di Magazzino 18 si sono commossi i molti italiani della nostra comunità che hanno partecipato con particolare entusiasmo, felici di poter assistere ad un incontro come questo”. Secondo la prof.ssa Aski un’esperienza da ripetere e aggiunge: “Incontri come questi sono molto importanti perché i ragazzi riescono a saggiare tutta la bellezza e la ricchezza della cultura italiana a cui possono accedere maggiormente solo con l’ulteriore approfondimento della lingua. È una motivazione in più nello studio”.


Un vero artista

Ad accogliere Cristicchi all’Oberlin College c’era Ivana Di Siena del Dipartimento di Francese ed Italiano che così commenta l’incontro: “Per noi si è trattato di un esperimento che esula dalla prassi. Solitamente invito persone a parlare di temi accademici o culturali, con la visione di video o anche film, ma mai un cantante. Devo dire che ai miei studenti è piaciuto moltissimo. È ovvio che si tratta di un vero artista, che porta con sé un grande messaggio di solidarietà e speranza che porge con tanta poesia, anche per coloro che capiscono poco l’italiano. È stato bello assistere al coinvolgimento dei ragazzi che interagivano con Cristicchi nel tradurre in inglese alcune sue considerazioni. Ho notato tanta curiosità da parte di Simone nei nostri confronti e questa è una bella sensazione. Per noi sarebbe meraviglioso poterlo riavere qui. Per i giovani è un’immersione nella lingua viva, nel quotidiano, nella bellezza della musica. Sono occasioni preziose e valide rese possibili dalla sua disponibilità, bisognerebbe invitarlo più spesso”.
Da Toronto il prof. Konrad Eisenbichler che ha messo in contatto Cristicchi con le sue colleghe dell’Ohio, ha seguito con grande interesse l’evolvere degli accordi e l’evento stesso. Cristicchi l’ha incontrato, per la prima volta a New York nel 2014 per la conferenza stampa svoltasi presso il Consolato italiano. Magazzino 18, che si doveva rappresentare in un teatro del New Jersey era sfumato per rigidità burocratiche. Così lo spettacolo si tenne a Toronto.
“Irripetibile – ricorda il prof. Eisenbichler - perché era la “prima” di Magazzino 18 non solo a Toronto, ma Oltreoceano e così ha suscitato scalpore. Lo spettacolo ha aperto i cuori ed ha scatenato le emozioni di tutti i nostri corregionali presenti in sala quella magica sera, dando il via ad un rapporto di profonda amicizia e stima reciproca, che dura tuttora. Perché in quel teatro del Fogolar Furlan l’innamoramento tra il pubblico e Cristicchi, è stato immediato, un colpo di fulmine. E continua, rimanendo sempre forte, forse più regolare, più calmo, in attesa di riaverlo qui, con noi tutti”. Questa la ragione che ha mosso il professore a rispondere alla richiesta di Cristicchi di fare dei concerti in Ohio dove operano dei Dipartimenti di Italianistica.
“Conosco da anni le colleghe che hanno organizzato il concerto, ci incontriamo ai vari congressi a cui partecipo come studioso della letteratura italiana. Questo loro slancio diventa ora un esempio di come poter avere Simone Cristicchi nelle nostre Università, Toronto ci sta pensando, ma anche altrove, laddove vivono i nostri corregionali. Nel 2014 abbiamo aperto una strada, si sta dimostrando percorribile, perché non continuare a farlo?”.
Abbiamo chiesto a Cristicchi di commentare questa proposta ed ha risposto “Magari!”.

 

 

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