Esuli

Sarà lo spettacolo Magazzino 18 di Cristicchi uno dei grandi appuntamenti in Portovecchio

“Sarà Trieste la sede dell’EuroScience Open Forum (ESOF) 2020”. L’emozione della notizia arrivata a luglio 2017 è ancora nell’aria. Ne avevano gioito tutti immaginando finalmente il recupero di Portovecchio, un’area che la città vuole vivere, trasformare, evolvere, fare esplodere di eventi ed opportunità. La notizia era stata resa nota quest’estate dagli organizzatori, il forum pan-europeo che raccoglie ad ogni biennio, sui temi della ricerca e dell’innovazione, più di 4.000 ricercatori, politici e imprenditori dei Paesi europei. Il tema scelto per l’edizione triestina, come annunciato, sarà “Freedom for science, science for freedom”.

Come ha fatto Trieste a vincere? Ci hanno creduto in tanti nella corsa a questa specie di “miracolo” che si sta per realizzare. Ci ha creduto la Città della scienza con il presidente della Fondazione Internazionale Trieste per il Progresso e la Libertà delle Scienze (FIT), Stefano Fantoni, il sindaco Roberto Dipiazza, la presidente dell’FVG Debora Serracchiani, il rettore Maurizio Fermeglia, il presidente del Porto Zeno D’Agostino e il Project Manager Pierpaolo Ferrante che incontriamo nel suo ufficio nel cuore antico di Trieste.

Che cosa vi ha spinto a concorrere. E cos’è esattamente l’ESOF?

“Nasce dall’idea di un’associazione privata di scienziati, l’EuroScience nata nel 1997, che hanno voluto creare una piattaforma di eventi di altissimo livello mondiale focalizzati sul dibattito tra scienza, tecnologia, società e politica. Il primo ESOF si è tenuto a Stoccolma, in forma ridotta poi sviluppatosi negli anni, con cadenza biennale nelle grandi capitali europee. Ho avuto modo di seguire le ultime tre edizioni, dopo Torino 2010, vale a dire quelle di Dublino, Copenaghen e Manchester, mentre nel 2018 è già in programma quello di Tolosa. Il bando scadeva nel dicembre dell’anno scorso ma era impossibile partecipare per l’irrisolta situazione demaniale del Portovecchio, sbloccatasi finalmente a gennaio 2017. A quel punto abbiamo saputo che il bando era stato procrastinato e che quindi, se volevamo tentare, avevamo due settimane di tempo per presentare la candidatura. Sono seguiti momenti febbrili ma eravamo fermi nella volontà di accettare la sfida”.

Una candidatura in due settimane, come avete fatto?

“L’idea era già stata elaborata da tempo. È da diversi anni che penso alla candidatura di Trieste, dopo aver tentato con Trieste EXPO nel 2008. Ho lavorato come consulente generale per quello di Milano 2015 che abbiamo vinto, preparare i documenti necessari era diventato un percorso già nelle mie corde. Tra l’altro il bando era aperto soprattutto a città dell’Europa centro-orientale ovvero dava la precedenza a queste in caso di parità con altre destinazioni. Ricordavo l’ESOF di Copenaghen: avevano trasformato un’area industriale di 30 ettari, praticamente corrispondente al nostro Portovecchio in un luogo di grande fascino. La fabbrica della birra Carlsberg aveva accolto scienziati da tutto il mondo. Riuscivo ad immaginare come sarebbe potuto essere il nostro Portovecchio, coevo a quelle strutture industriali del nord. L’entusiasmo era forte come la squadra pronta ad iniziare”.

All’improvviso, la posizione geopolitica di Trieste, diventava un vantaggio, una ricchezza da spendere sul mercato internazionale?

“Certamente, ci hanno fatto capire subito che eravamo la destinazione perfetta, per la nostra vicenda storica, prima al centro dell’Impero ora al centro dell’est-Europa, in grado di coinvolgere Paesi di un’ampia area danubiana. Ricchi di intrecci ed opportunità, arte e cultura. Era arrivato il nostro momento. L’Italia è stata al nostro fianco premiando una candidatura autorevole, molto ben strutturata, in un luogo raggiungibile in modo ugualmente agevole da tutta Europa. Ma è soprattutto un riconoscimento al nostro sistema della ricerca sul quale il governo intende continuare ad investire: ricerca e università sono un’importante leva per lo sviluppo generale e Trieste è città simbolo del progresso scientifico europeo. Per la sua posizione geografica, Trieste è da sempre punto di contatto e di interscambio tra mondi e popoli diversi. Una caratteristica che la rende naturalmente predisposta a parlare uno dei linguaggi universali per eccellenza, quello della scienza, e che la renderà perfettamente all’altezza del difficile incarico che ha chiesto e ottenuto. Il plauso è arrivato dal Ministro Fedeli, dal Ministro Alfano che considerano l’ESOF un grande successo per l’Italia. Significativo anche il fatto che la notizia fosse arrivata mentre a Trieste si svolgeva il Western Balkans Summit con 13 Capi di Stato e di Governo per discutere del futuro dell’Europa e delle sue frontiere”.

Ora inizia l’opera di trasformazione del Portovecchio che accoglierà l’ESOF dal 4 al 10 luglio 2020. In occasione di NEXT è stato presentato il progetto, con un rendering che ha permesso di “vedere” la trasformazione dell’area. Quali i primi passi?

“Si è partiti con la delibera regionale che impegna l’FVG a supportare l’ESOF. Accolta all’unanimità su proposta di un consigliere friulano, questa la dice lunga sulla convergenza ampia che questo progetto ha suscitato. Il sindaco Dipiazza sta procedendo alla vendita di alcuni immobili per assicurare la copertura finanziaria per le strutture. A parte i padiglioni, alcuni già ristrutturati, l’impegno maggiore sarà realizzare i lavori infrastrutturali e la viabilità. Su quest’ultima ci sono ancora alcune ipotesi aperte: senz’altro si realizzerà una rotonda per accedere allo spazio ESOF da viale Miramare con un parcheggio da cinquecento posti. Sarebbe utile riattivare anche la linea ferroviaria già esistente ma su questo punto ci sono posizioni diverse, vedremo”.

Chi finanzia tutto il progetto?

“L’ESOF, le istituzioni locali, porto, banche, fondazioni ma anche realtà del resto d’Europa interessate a supportare il progetto e, naturalmente, il Miur, Ministero dell’istruzione e della ricerca”.

Quali saranno le strutture interessate?

“Il Magazzino 26, restaurato in parte, la centrale idrodinamica, la sottostazione elettrica e poi i magazzini 27 e 28, che ci permettono di spingerci fino al mare con una piazza che diventerà spazio per incontri e spettacoli, la nostra Agorà. Di fronte ci sarà l’Ursus, Con i suoi 75 metri di altezza. Si tratta di una delle più grandi e antiche gru galleggianti, rappresenta un raro reperto di archeologia industriale. E’ un’importante opera di ingegneria meccanica e navale che ha contribuito all’edificazione di opere portuali e costiere. La sua presenza ha diversi significati: è stata interamente progettata e costruita nei Cantieri Triestini, ed è quindi un simbolo della nostra storia. Diventerà un appoggio per sistemare il pubblico e luogo delle rappresentazioni. Lo spazio interno è di ben 800 metri quadrati ed è in grado di trasformarsi in sale convegni o sede museale o galleria per mostre d’arte. La superficie, invece, sarebbe una suggestiva location per concerti e spettacoli vari. Sul fronte mare realizzeremo anche un’arena e uno degli spettacoli già previsto in calendario sarà naturalmente Magazzino 18”.

Si realizza il grande sogno di Simone Cristicchi e del pubblico che lo segue?

“Quando ne abbiamo parlato era davvero entusiasta, sarà un grande evento. Devo confessare che ho visto lo spettacolo sull’esodo da queste terre e sulla storia delle masserizie tantissime volte nei vari teatri d’Italia e ad ogni occasione riusciva a darmi forti emozioni e non solo perché mia moglie è istriana, la sua famiglia è di Rovigno e quindi conosco bene la vicenda dell’Adriatico orientale, ma perché ha reso omaggio a tutti i protagonisti, vittime della storia di queste nostre terre. È uno spettacolo eccezionale, la sua trasversalità lo rende un simbolo della vicenda che ci appartiene”.

Ciò significa che anche Magazzino 18, la struttura che oggi contiene ciò che rimane delle masserizie degli esuli e che ha ispirato Cristicchi, diventerà parte del percorso ESOF?

“È un progetto che dovremo discutere nei dettagli ma credo sia nella naturalità delle cose, è sul percorso che dall’entrata principale porterà all’ESOF e quindi giocoforza rientrerà nelle proposte di visite. Ma è anche emozionante, è storia, è riconoscimento di un dolore collettivo, è speranza”.
Il Porto dovrebbe diventare anche la nuova destinazione dell’Immaginario scientifico?
“Ad accogliere il Science Centre Immaginario Scientifico di Trieste, museo della scienza interattivo e sperimentale sarà il Magazzino 26 che offrirà lo spazio per sviluppare nel modo giusto gli apparati interattivi che caratterizzano la sua realtà. Sarà il normale collegamento con le esposizioni di macchinari contenuti negli altri padiglioni, restaurati alla perfezione e riportati all’antica bellezza. Macchine scenografiche, come il motore di una nave, che permettono il raffronto tra la quotidianità ed il passato e danno il senso della velocità di sviluppo del mondo nell’ultimo secolo. Scienza e tecnologia vivranno diversi punti di contatto nella voglia che è di tutte le età, di gioire e stupirsi. L’immaginario, oggi situato a Grignano, suscita l’interesse di tanti visitatori, è uno dei punti chiavi del turismo a Trieste, nel Magazzino 26 avrà modo di crescere ulteriormente”.

La manifestazione si svolgerà dal 4 al 10 luglio ma partirà molto prima e continuerà nel tempo?

“A conclusione dell’ESOF del 2018 che si svolgerà a Tolosa, Trieste diventerà ufficialmente Città della Scienza. Prenderanno il via le iniziative che coinvolgeranno tutta la città, anche perché il Portovecchio sarà il fulcro degli incontri ma i programmi abbracceranno si svolgeranno ovunque. La Sottostazione Elettrica, già nelle prossime settimane diventerà la sede ufficiale degli organizzatori che opereranno con l’acronimo TESI, che sta per “Trieste encounters on science and innovation” un gruppo di lavoro che si occuperà degli appuntamenti di Trieste su scienza e innovazione. Sotto l’ala della Fondazione del prof. Fantoni, sarà l’organismo chiamato ad accogliere anche tutti i membri di EuroScience e dal Centro e Est Europa, il cuore del motore, che collaboreranno all’iniziativa. Per far ciò sono state create delle commissioni ed un comitato direttivo con membri di Tesi, Esof ed esterni che si riunirà poche volte all’anno, ma servirà a tenere sotto controllo il programma della manifestazione, e un comitato scientifico, che valuterà il peso delle proposte che verranno fatte. Diciamo che a breve la città inizierà a vivere in questo clima di attesa, assistendo all’evoluzione del progetto al quale hanno aderito tantissimi Paesi di quest’area centro ed est-europea esprimendo anche ufficialmente il supporto alla candidatura con ben 180 lettere d’adesione”.

Nel 2020 Fiume diventerà Capitale europea della Cultura, ancora una volta la storia unisce in un simile destino queste due realtà, ci saranno contatti, collaborazioni?

“E’ uno degli aspetti che intendiamo realizzare, so che il prof. Stefano Fantoni, anima di tutto il progetto, mantiene da tempo i contatti con queste realtà, è la nostra forza. Le sinergie sono il motore di ESOF anche perché il Format di comunicazione scientifica comprende tutte le universitarie e accademie di questa vasta area. Con Fiume e l’Istria la collaborazione con la formazione è già prassi, si tratterà ora di formalizzare ulteriormente. Dovremo predisporre poi un piano di presenze nei vari settori e stadi, in modo da far sentire lo spirito della manifestazione in tutto il territorio. Metteremo a disposizione anche comunicazioni via mare per giungere in Portovecchio ma anche per poter usare le strutture alberghiere delle località della costa. A Fiume ci lega anche una storia di industrializzazione a cavallo tra Otttocento e Novecento. Siamo aperti a suggerimenti che riguardino convegni, incontri, omaggio ai protagonisti di questa realtà. È un mondo che si muove, in un’ottica di apertura iniziata con l’incontro dei tre Presidenti ed il concerto del M.ro Muti nel 2011, che continua a guidarci”.

E dopo l’ESOF? Che cosa succederà di queste strutture?

“Certo alcune parti esauriranno la loro funzione immediata ma stiamo puntando alla realizzazione di qualcosa di duraturo, soprattutto le grandi sale convegni affinché diventino il punto di riferimento del turismo congressuale e per le necessità della Città della Scienza che esiste e che qui troverà spazio per crescere e sviluppare un rapporto più stretto con la città e il Mondo. Non soltanto, bar, ristoranti, zone di ristoro e lettura fronte mare diventeranno un volano per altre iniziative. Nella logica delle cose: lo spazio crea spazio e le possibilità si moltiplicano. Dobbiamo riuscire a trasformare Trieste in un Hub di riferimento e di integrazione europea per tutta quest’area e oltre, centro d’irradiamento e di collegamento sulla Via della Seta e della Scienza. Si ragiona di strutture in grado di accogliere migliaia di persone, oltre al Museo della Scienza e dell’Innovazione, il Museo del Mare destinati a diventare un volano di crescita per la città. I cinquanta milioni arrivati dal ministero serviranno per creare le strutture necessarie e preparare i magazzini 24 e 25. È l’inizio di qualcosa di grande che sta dimostrando di poter funzionare”.
Scienza e sogno camminano insieme. Così come i personaggi virtuali che si muovono nel video che Ferrante ha presentato al Ridotto del Verdi in occasione di NEXT. I padiglioni collegati da un ponte, gente a centinaia di migliaia che riporta la vita nei Magazzini del Portovecchio, feste, fuochi d’artificio dopo che migliaia di scienziati avranno fatto sentire la propria voce. Fa venire i brividi nella città dei piccoli passi che lancia il suo coraggio nello spazio.

 

 

Visit the website Visit the website Visit the website

Who's Online

Abbiamo 151 visitatori e nessun utente online

Sfogliatore - Reader

 

Progetto abbonamenti gratuiti

Gentili lettori,
abbiamo il piacere di informarVi che, su iniziativa della Direzione dell’EDIT, è decollato il progetto degli abbonamenti gratuiti al digitale del quotidiano La Voce del Popolo (della durata di un anno) destinati agli esuli e loro discendenti e più in generale a persone che vivono all’estero (non in Croazia e Slovenia) interessate a seguirci su Internet.

I primi hanno già ricevuto l'email con tanto di codice per accedere all'abbonamento gratuito.

Il progetto continua e chi fosse interessato a ottenerlo e ancora non ci avesse trasmesso i propri dati può farlo inviandoci un messaggio contenente gli stessi all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Avviso ai lettori

Al fine di far aumentare le visite dei nostri lettori sul nostro portale, da qualche tempo a questa parte abbiamo scelto di impedire agli utenti di poter copiare i testi e le foto delle notizie che pubblichiamo. Nulla impedisce tuttavia, a chiunque voglia diffonderle, di cliccare sui link della notizia che interessa e che reindirizza immediatamente il lettore al nostro portale e, a tal punto, di  copiare dalla casella degli URL per intero e quindi incollare il link della notizia stessa replicandolo altrove. Seguendo questi semplici passi si ottiene il medesimo risultato e si contribuisce contemporaneamente alla diffusione dei nostri servizi e delle nostre testate in rete.

La Redazione

Weather data age > 6 hrs
Fiume
12 °C

 

 

Facebook

Search

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Un cookie è un breve testo inviato al tuo browser da un sito web visitato. Consente al sito di memorizzare informazioni sulla tua visita, come la tua lingua preferita e altre impostazioni. Ciò può facilitare la tua visita successiva e aumentare l'utilità del sito a tuo favore. I cookie svolgono un ruolo importante. Senza di essi, l'utilizzo del Web sarebbe un'esperienza molto più frustrante.

Scopri i nostri zainetti

Politica

Il Tribunale penale internazionale per l'ex-Jugoslavia ha condannato Ratko Mladić all’ergastolo. La corte ha stabilito la sua responsabilità per il genocidio di Srebrenica e altri crimini contro...
More inPolitica  

Fiume

Prenderà il via questo fine settimana il programma dell’Avvento ad Abbazia con l’accensione delle luci dell’albero di Natale davanti all’hotel Continental. Il programma delle festività comprende...
More inCronaca fiumana  

Istria

Un dato preoccupante emerge dalle statistiche elaborate dalla Questura istriana: negli ultimi cinque anni sono in costante aumento i casi di abusi sui minori e di violazione dei loro diritti. Il...
More inCronaca istriana  

Pola

Sarà dopo Capodanno che l’utente del servizio sanitario pubblico tornerà a usufruire degli spazi di Radiologia, Laboratorio centrale e Medicina nucleare in quello che in gergo è definito il “blocco...
More inCronaca polese  

Capodistria

CAPODISTRIA | Con la cerimonia solenne di lunedì sera al Museo regionale è stata ufficialmente fondata la filiale capodistriana della rinomata Università M. V. Lomonosov di Mosca, che sarà...
More inCapodistriano  

FVG

È scomparso Luciano Lago, già professore di Geografia generale, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione di Trieste e Presidente dell’Università Popolare di Trieste dal 2004 al 2009. Ha...

Cultura

FIUME | Sono stati i magazzini in disuso dell’ex fabbrica “Exportdrvo” in Delta a Fiume a fare da cornice, lunedì sera, allo spettacolo “Orgia”, realizzato in coproduzione dal gruppo teatrale “Glej” di Lubiana...

Sport

FIUME | Era immaginabile e, per certi versi, annunciato, che sarebbe stato difficile ripetere una stagione come quella passata in cui è stato conquistato il primo titolo nazionale della storia del...
More inSport  

Arcobaleno

Arcobaleno, ottobre 2017
15 Ottobre 2017
Thumbnail In edicola il nuovo numero di "Arcobaleno"Arcobaleno, ottobre 2017
More inUltimo numero  

La Battana

La Battana n. 204
01 Agosto 2017
Thumbnail In edicola il nuovo numero del "La Battana" PREMESSAL’istinto creativo...SAGGIL’Apoxyomenos di Lussino. Storia e fortuna di un giovane venuto dal maredi Moreno ArlandL’ANGOLO DELLA POESIALivio...
More inUltimo numero  

Panorama

Thumbnail Oggi in edicola il nuovo numero di "Panorama"Panorama, n.21, 15 novembre 2017  
More inUltimo numero