Esuli

Nei racconti d’inverno la musica classica oggi

“La musica aiuta a riordinare i pensieri, a dare ritmo alla parola, scrivere diventa più semplice, un gesto spontaneo”. Considerazioni che affrontiamo in una umida mattina d’ottobre con Giorgio Coslovich, seduti davanti a un caffè, mentre Trieste si sta preparando alla Barcolana. “Un peccato che non si insegni con più slancio e convinzione a scuola, la musica è armonia, prima di tutto dentro di noi. Ciò che emerge, le note, lo spartito, vengono dopo che tutto è stato già immaginato, dopo che è stata visualizzata la scrittura musicale, il gesto sulla carta, sul rigo, è solo una trasposizione quasi meccanica, una dettatura”.

Ne parla con entusiasmo, ancora avvolto dalla conclusione di un’impresa non da poco: Coslovich ha autoprodotto un CD con quindici sue composizioni. Com’è?

“L’hanno descritto come disco utile ad affrontare l’inverno o con cui addentrarsi in passeggiate notturne. Probabilmente per il titolo, ovvero Winter Tales, racconti d’inverno: la mia prima incisione discografica, ispirato alla musica classica che riassume però anche l’esperienza di un passato sulla scena pop/rock degli anni Settanta nel capoluogo giuliano. Un album che arriva dopo molti anni di scrittura di musica classica contemporanea”.

Musicista e giornalista, critico musicale ma non soltanto, come funziona?

“Sono un autodidatta quindi ho dovuto muovermi su piani diversi, comunque, la musica è venuta spontaneamente. Quando avevo quattordici anni, la passione per la chitarra riempiva gli spazi della mia giornata, insieme alla scuola. Ero timido, come molti ragazzi di quell’età, riservato, la musica era il mio modo di essere e di comunicare, un linguaggio che creava ponti con le altre persone, traendo spunto e forza dalla storia familiare”.

La musica è una tradizione di casa, sei figlio d’arte?

“Alla lontana ma è così. Sono il nipote di Stanta, un editore musicale, socio di Carlo Schmidl nella Schmidl & Soci Edizioni e Strumenti Musicali in Trieste, stiamo parlando della prima metà del XX secolo. Il bisnonno, invece, operava all’interno della Cappella Civica di Trieste e mio padre suonava il mandolino. Dopo la chitarra mi sono dedicato alle tastiere ma la composizione era già presente nel senso che, pur avendo studiato con vari insegnanti per meglio acquisire la grammatica musicale, in me c’era una certa sinestesia, ovvero la capacità di far nascere la musica dentro di me e visualizzarla ”.

A proposito di legami familiari, il tuo cognome ha una storia di legami con il territorio istriano?

“La famiglia di mio padre, i Coslovich, vengono dalla zona di Oscurus, Alto Buiese, da dove hanno iniziato ad avere rapporti con Trieste tanto tempo fa fino alla definitiva scelta di vivere in città per una questione di interessi economici e culturali”.

Radici diluite quindi ma comunque presenti?

“Direi di sì. Torno volentieri a rivedere i luoghi che sono stati dei miei avi, laddove nascono dinamiche famigliari che mi rendono ciò che sono ma tutto in modo morbido, senza traumi, stemperati nei percorsi della storia. Mia madre è una Svetina, anche lei del territorio circostante che gravita su Trieste”.

Ma il tuo CD non è dedicato alla musica tradizionale o popolare, siamo di fronte a qualcosa di diverso?

“All’inizio scrivevo semplicemente canzoni, mi sono occupato di sonorizzazioni e di sigle, i cosiddetti jingle, per trasmissioni radiofoniche. Poi, ho scelto la mia strada, puntando alla musica strumentale che nel CD trova la sua espressione. È musica classica declinata in chiave moderna, per fiati e archi, poco pianoforte, che giunge al primo CD dopo un percorso già maturato negli anni con alcuni concerti, in Italia e all’estero. Winter Tales contiene 15 tracce soltanto, ma di materiale ne ho tanto, potrei già realizzare un altro CD senza alcuna difficoltà”.

Per fare tutto ciò ti sei circondato di musicisti in grado di seguire la tua idea con grande slancio. Come è stato?

“Ho raccolto attorno a questo progetto musicisti diversi insieme ad un nome eccellente della scena Progressive internazionale come John Hackett, il fratello minore del più celebrato Steve, lo storico chitarrista dei Genesis. Registrato nel maggio di quest’anno negli studi della Casa della Musica 55 di Trieste, l’album si avvale dell’apporto della Ims (International Music School) Ensemble& Friends, gruppo di archi, fiati e pianoforte che raduna musicisti provenienti dall’Italia, Serbia, Slovenia, Turchia, Russia, Gran Bretagna e Spagna”.

Tutti insieme a Trieste?

“È facile, la città ha un Conservatorio come il Tartini che è un bacino incredibile di musicisti di alto livello provenienti da tanti Paesi, ho voluto creare una sinergia tra tanta ricchezza. Il direttore d’orchestra è Stefano Sacher, dal 2002 insegnante di musica al Collegio del Mondo Unito dell’Adriatico, direttore artistico di AmiTs, fondatore dell’Amedeus Adriatic Orchestra, orchestra giovanile internazionale del Friuli Venezia Giulia. E poi c’è l’amico Alex Boch, chitarra classica. Un grande aiuto è venuto anche dal Mº Blasco quando ha deciso di eseguire alcuni miei pezzi. Altri sono stati presentati al Festival di Londra, una bella soddisfazione, in particolare quando nel giugno 2017 la suite Joyce Choice ispirata allo scrittore irlandese, è stata eseguita nel corso del ‘Bloomsday’”.

Ma tutto questo come si coniuga col tuo lavoro di giornalista?

“Ci sono stati momenti in cui ho dovuto rallentare con la musica perché lavorare nei quotidiani significava dedicare ai fatti di cronaca gran parte della giornata. Dopo aver lavorato per il Circolo della Stampa, ha lasciato la segreteria per collaborare con Il Meridiano e alcune radio private, dopo è nato il quotidiano Trieste Oggi in sinergia con Telequattro. Noi giornalisti dovevamo essere eclettici e prestarci alla scrittura ma anche apparire in video, bella esperienza. Dalla dissoluzione di questa realtà è nata la Cronaca, durata un breve periodo. Allora sono passato al Gazzettino del Triveneto, Rai, Sole 24 ore e Il Piccolo sempre con contratti da esterno”.

Ma cosa significa fare il giornalista a Trieste?

“Per essere veramente libero di farlo, bisogna cercare di uscire dal magma di intrecci di conoscenze, politica, che a volte non ti permettono di fare il tuo mestiere, il pericolo costante è di diventare il megafono di qualcuno. Non ci sono molte alternative, diciamo che è un ambiente un po’ claustrofobico. Così mi sono dedicato alla musica, scrivendo di musica e creando un mio sito che ne parla, www.musicamestro.eu, che è diventato il mio mondo”.

Si diceva di questi artisti formatisi a Trieste che compongono un’orchestra importante…chi sono?

“Si chiamano Ims (International Music School of Trieste), è un team internazionale, esempio della lingua musicale senza confini. Infatti, Ims comprende musicisti provenienti da molti paesi (Italia, Russia, Serbia, Slovenia, Spagna, Turchia e U.K.). Sono: Bayarma Rinchinova (flauto), Francesco Poropat (oboe), Lorenzo Loberto (fagotto), Snezana Acimovic, Isinsu Ermis e Irina Monieva (violini I), Silvia Reinotti, Laura Tomasella e Vanja Zuliani (violini II) Aste e Angelica Groppi (violas), Jose Maria Finez e Sercin Yatkin (violoncelli), Kevin Reginald Cooke (contrabbasso). Ci sono poi la pianista Rossella Fracaros, che suona in Joyce Choice con Hackett, e in Barnyard, inoltre Maria Bertos al clarinetto e Luka Baic alla tromba”.

Il Cd può essere acquistato nei negozi di dischi (pochi) ma anche nelle molte librerie che a Trieste hanno aperto un spazio per questi prodotti. Che cosa contiene? E a cosa si riferisce il disegno di copertina e dell’interno?

“Le opere di copertina e dell’interno sono particolari di miei quadri ad olio, un’altra mia passione è infatti la pittura e si riferiscono a temi invernali in cui dominano il rosso e l’oro, pensiamo al Natale. I quindici brani contenuti nel CD si aprono con Mare Tranquillitatis, l’assolo chitarristico di Clouds, affidato a Boch, l’aspro 7/8 di Barnyard, il pezzo per piano e flauto Joyce Choice, registrato fra Sheffield (UK) e Trieste ed eseguito recentemente durante il Bloomsday dedicato allo scrittore irlandese, nonché la suite in tre movimenti, Terra Nova. Il cd è disponibile anche sulle piattaforme digitali del web. Per chi volesse scrivermi Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.”.

I grandi musicisti della storia ti hanno dato una mano?

“Non possiamo prescindere da ciò che è stato ma con la continua attenzione al presente, a questo nostro tempo che dice chi siamo”.

 

 

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