Esuli

Mai abbandonate le tesi tracciate dai nostri dioscuri

Sapersi rinnovare è un atto di grande coraggio ma anche di lungimiranza e lucidità. La fissità delle cose è un’illusione, tutto passa, cambia, la società evolve, muta la percezione della storia. “Ma i principi ispiratori, quelli, non si consumano” dichiara Livio Dorigo, presidente del Circolo di cultura istro-veneta Istria mentre, con i suoi più stretti collaboratori, sta preparando la prossima assemblea dell’associazione, detta “della rinascita”. Il nostro incontro si svolge a Muggia con lo stesso Dorigo, Giuliano Orel, biologo di grande fama, Franco Colombo, professore e critico letterario e Piero Robba di Cuore Amico, una delle associazioni con le quali il Circolo ha avviato da tempo un’importante collaborazione, per parlare delle prospettive di sviluppo dell’attività del sodalizio.

“Ogni volta che devo parlare del Circolo – esordisce Dorigo – amo sottolineare alcuni tratti storici che lo contraddistinguono. Nasce nel 1982 da un progetto culturale trasversale di un gruppo di intellettuali come Miglia, Depangher, Tomizza, lo stesso Colombo che è testimone di quei primi momenti. Il Circolo Istria scelse strumenti culturali capaci di instaurare un clima di collaborazione tra “andati” e “rimasti”, vale a dire tra esuli e componenti della comunità italiana in Istria, Fiume e Dalmazia. L’intenzione era anche quella di estendere il dialogo alle maggioranze, slovena e croata: in una prospettiva territoriale da “Cherso al Carso”, per consolidare la collaborazione socio-economica e giungere ad una macroregione europea pluriculturale. Una scelta di base che non è mai cambiata, ma si è evoluta sulla spinta delle nuove aperture del territorio, determinate dal cammino verso l’integrazione europea, la storia ci ha dato ragione”.

Sono molti i personaggi che in vario modo hanno contribuito a rendere incisiva l’attività del Circolo, ma il futuro è alle porte. Che fare?

“Il rinnovamento di anno in anno, ci ha permesso di omaggiare le nostre tradizioni, occuparci di miele, pecore, boscarin, risorse genetiche, tentare la via degli interreg con le università da Capodistria, a Trieste, Udine e Lubiana, coinvolgendo le strutture ambientaliste locali. Tutto documentato nei nostri libri, tra gli ultimi il volume su castellieri ed approdi, per raccontare il rapporto con la cultura marina del territorio. Ma questa è soltanto una delle opere della nostra ricca editoria. Abbiamo posto l’accento sul mare ma si sta lavorando anche sulla dimensione continentale. È già in cantiere una gita in Istria per monitorare la vicenda del Boscarin con i presidi locali, anche attraverso il legame instaurato con il Consorzio della Chiannina toscana. È importante l’evoluzione dell’offerta agrituristica e di ciò che implementa il progetto da Cherso al Carso che contiene tutta la nostra esperienza oltre allo spirito stesso del nostro impegno, ovvero la cesellatura dell’appartenenza al territorio per non perdere l’identità”.

Ma non di soli libri, la vostra attività è molto concreta, sul territorio…

“Il nostro è un discorso universale – risponde Giuliano Orel - che vale la pena fare per l’Istria ma anche per altri territori. Se poi questo percorso tocca le cucine, luoghi di battaglia dei prossimi anni, allora c’è la possibilità di agire direttamente. Con il Circolo Istria abbiamo vissuto sul territorio partecipando alla vendemmia, alla mietitura e per vent’anni ho guidato gruppi di giovani studenti nel corso di Idrobiologia e Pescicoltura a Salvore con lo scopo di sperimentare semplici metodi di raccolta, di smistamento e determinazione di campioni di bentos animale di fondali superficiali di substrato mobile. Abbiamo avuto modo di applicare semplici metodi di elaborazione dei dati così raccolti per arrivare a una prima descrizione dell’ambiente marino studiato. Accanto a studenti di nazionalità italiana, hanno partecipato allo stage anche studenti croati e sloveni iscritti alle Università di Trieste, di Lubiana, di Zagabria e di Klagenfurt”.

Tanta carne sul fuoco, perché ha bisogno di un rinnovamento?

“Per l’avanzare dell’età, la precarietà della salute – risponde Franco Colombo, che si è fatto accompagnare dalla moglie e dalla nipote Morgana – abbiamo bisogno di nuove risorse e di nuova energia, di giovani in grado di portare avanti le nostre idee o di proporre delle novità. Noi ci siamo occupati di tradizione, economia, storia e letteratura. Viviamo in un tempo in cui la realtà europea è la nuova casa dei giovani, dobbiamo fare in modo che realizzino le loro aspirazioni traendo insegnamento dal nostro lavoro, documentato da libri, convegni, incontri”.

Ma i giovani ci sono?

“È difficile coinvolgerli – racconta Pietro Robba – opero da venticinque anni nell’associazione Cuore Amico e combattiamo da tempo con questo problema. I giovani sono defilati, forse confusi, i nostri modelli probabilmente non corrispondono ai loro interessi ma vorremmo poterci confrontare, per capire”.

E’ di questo che si discuterà alla prossima assemblea?

“C’è stato un momento di sconforto – confessa Dorigo –; eravamo quasi decisi a gettare la spugna e scrivere la parola fine, ma il sostegno arrivato da varie parti ci ha conviti a ritentare. Intanto partiamo con una campagna di adesioni al Circolo. Bastano venti euro per diventare soci e 80 kune per gli affiliati dalla Croazia. All’assemblea proporremo un nuovo programma di sviluppo che abbiamo sintetizzato in alcuni punti. Il Circolo continuerà a fungere da strumento di dialogo e di collaborazione fra andati e rimasti, così come indicato dai nostri dioscuri e proseguirà nella sua azione di promozione e valorizzazione del patrimonio culturale e civile italiano e veneto dell’Istria e dell’Adriatico orientale, nello spirito di convivenza attiva con le componenti del territorio e di rispetto della sua identità composita e plurale. Il tutto in completa autonomia, svincolati dalle varie sigle politiche, istituzionali e associative per poter svolgere un ruolo trasversale, che sia da stimolo alla costruzione di nuovi percorsi di dialogo, di proposta e di collaborazione, proponendosi come zona franca e spazio libero di collaborazione per lo sviluppo di nuove iniziative”.

Da tempo si denuncia la mancanza di un progetto comune delle associazioni degli esuli tra loro e di queste con la minoranza. Quale potrà essere il ruolo del Circolo?

“Il Circolo Istria a questo proposito può dare un reale e concreto contributo con l’elaborazione di idee, proposte, svolgendo una costante azione di raccordo fra le istituzioni e i soggetti interessati per tracciare le condizioni di sviluppo del ritorno culturale, ovvero un grande disegno di recupero e valorizzazione dell’eredità culturale e civile italiana, istro-veneta e istro-romanza dell’Istria e dell’Adriatico orientale, ai sensi, tra l’altro, della Convenzione di Faro (Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale per la Società del 2005). Questi i punti concettuali, mentre all’assemblea proporremo alcune idee concrete, da realizzarsi nell’immediato”.

Possiamo anticiparne qualcuna?

“Intendiamo fondare una rivista culturale del Circolo Istria con cadenza trimestrale o semestrale (in base alle possibilità e alle risorse) per dare spazio ai contributi, alle proposte e alle idee dei soci e, soprattutto, all’elaborazione degli intellettuali di quest’area interessati a concepire una visione di sviluppo nuova delle relazioni culturali e civili in queste regioni. Non si tratta di dare vita a un bollettino ma di una piccola testata culturale, sulla scia, ad esempio, della rivista Trieste, fondata nei primi anni Cinquanta da Guido Miglia con il contributo di Giorgio Cesare, che allora svolse uno straordinario ruolo anticipatore nelle relazioni con i rimasti e di apertura nei confronti della complessa realtà multiculturale dell’Istria. Il primo impegno sarà di rinnovare e rilanciare il sito internet del Circolo, per offrire ai soci e a tutte le persone interessate una visione completa e informazioni aggiornate sull’attività dell’associazione, le sue iniziative e i suoi progetti, e sulla realtà culturale, sociale e politica dei nostri territori. Il sito, ovviamente, fungerà da vetrina e riferimento per la rivista culturale, così come oggi rende consultabili e scaricabili i nostri libri, ai quali intendiamo dare maggiore visibilità con altre iniziative”.
Questi soltanto alcuni dei progetti che animano il Circolo che già da anni ha esteso la sua realtà a quella istriana aprendo alle nomine nel direttivo di connazionali dall’Istria. L’assemblea si svolgerà agli inizi di ottobre ma l’entusiasmo ritrovato sta portando già ora i primi frutti, altri libri sono in via di realizzazione e l’attività marcia spedita.
Tutti gli interessati a iscriversi, se non lo avessero già fatto, al Circolo di cultura istro-veneto “Istria”, possono versare un contributo annuo (quota) di 20 euro (10 per gli studenti e gli associati residenti in Croazia e Slovenia). Il riferimento bancario per il versamento del contributo è il seguente: ZKB conto 1-0000415401, coordinate bancarie IBAN: IT 45 T 08928 02205 0100000415401. Causale: contributo annuale d’iscrizione al Circolo di cultura istroveneto “Istria”, Trieste. Si prega inoltre di inviare la richiesta di iscrizione annuale e la conferma dell’avvenuto versamento del contributo, ed eventualmente proposte e suggerimenti, al seguente indirizzo e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Come l’araba fenice una realtà intende risorgere, superando le contrapposizioni ed i vuoti generazionali, cercando di costruire, insieme.

 

 

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Il progetto continua e chi fosse interessato a ottenerlo e ancora non ci avesse trasmesso i propri dati può farlo inviandoci un messaggio contenente gli stessi all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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