Esuli

È facile innamorarsi di Rovigno l’importante è cercare di capirla

20 20170109 165843Da qualche mese Gabriele Bosazzi ha assunto la presidenza della Famìa ruvignisa, il sodalizio a cui fa capo la realtà degli esuli rovignesi ovunque li abbia condotti la diaspora, in varie città d’Italia e del mondo, dalle Americhe all’Australia. Una presidenza accettata con grande gioia per il rapporto che lo lega alla città dei nonni e degli avi.

“In casa si è parlato poco del Novecento istriano, ma la mia passione per la storia è stata maestra e mi ha condotto per mano alla ricerca di quelle risposte che attendevo da tempo, dai miei anni giovanili, vissuti a Trieste dove sono nati i miei genitori. I nonni per me erano Monfalcone, dove s’erano trasferiti negli anni Trenta in cerca di lavoro: mio nonno era un operaio del cantiere. Sono mancati quando ero ancora piccolo, ma questo vuoto da colmare mi ha portato sulla strada dell’esplorazione senza quartiere”.
Inevitabile l’indagine dei cognomi e dei soprannomi per determinare i punti cardinali di un albero genealogico messo alla prova dai grandi cambiamenti del Secolo breve.
“È vero, sono due i rami della famiglia che mi legano alla Popolana del Mare, Bosazzi e Quarantotto: del primo ramo a Rovigno non rimane traccia anche se il cognome è ancora presente ma non si tratta di miei parenti; i miei se ne sono andati tutti con l’esodo. Del secondo faceva parte il famoso Tommaso Quarantotto, umanista e storico, cultore delle tradizioni rovignesi, che era il mio bisnonno. Di lui ho raccolto documenti ma anche tante memorie di gente che l’ha conosciuto, in particolare del prof. Giovanni Radossi, direttore del Centro di ricerche storiche, che lo aveva inserito tra i suoi collaboratori”.

Come nasce il tuo rapporto con Rovigno?

“Sono tornato da solo, nell’età della ragione, spinto da qualcosa di profondo, sentendomi immediatamente a casa. Ho esplorato strade del centro e del circondario, mai sazio di aneddoti, vicende e dati sulla città ed il suo percorso, dall’insediamento dei primi abitanti sull’isola, lo sviluppo della città fino all’epoca veneziana, lo splendore dei suoi palazzi, la bellezza delle calli e campielli, le chiese, gli scorci verso il mare”.

Risultato?

“Ho realizzato una guida. Ci sono arrivato lungo un percorso naturale; oggi lavoro nella sanità ma per tanto tempo mi sono occupato di libri, ho fatto una lunga esperienza alla libreria Italo Svevo quando è stata per decenni un centro di aggregazione di tutto il mondo di esuli e rimasti che gravitava su Trieste. Non è una classica guida ma una passeggiata onnicomprensiva: ci sono i riferimenti ai luoghi, ma anche alle persone e a quelle tradizioni che rendono Rovigno un unicum.

È un libro su Rovigno con l’aspetto di una guida e un grande atto d’amore nei confronti delle mie origini. La prima presentazione si è svolta proprio a Rovigno nel 2013 e per me è stata una grande soddisfazione”.

Non hai molto rispetto delle guide classiche?

“No no, hanno tutto il mio rispetto ma non rispecchiavano il mio rapporto con la città dei miei avi. Ci voleva qualcosa di più per coinvolgere quelle persone che spesso passano e non vedono, sentono ma non capiscono, non sono in grado di incrociare i dati per una lettura più profonda. Nello stesso tempo è stato per me uno strumento necessario per scavare nei documenti sparsi, raccoglierli e commentarli in un unico luogo, il libro appunto e contribuire così ad una maggiore conoscenza di quest’universo così caro a me e alla mia famiglia. Devo dire che non è difficile far amare Rovigno anche a chi non ha alcuna nozione e magari ci capita per caso: i messaggi sono tanti e la sua bellezza è immediatamente leggibile, alla portata di tutti. Da questo punto di vista è un luogo felice”.

È stato una lavoro di ricerca consumato a tavolino, negli archivi..
“In parte è stato così, ma mentre scrivevo e descrivevo, diventava più forte il desiderio di prendere e partire, tornare sui miei passi, cercare gli scorci più belli, entrare in luoghi defilati per coglierne il fascino discreto. Ogni volta scoprivo ulteriori dati sulla mia famiglia e ne tornavo appagato, completo”.

Con gli anziani si perde una certa percezione di Rovigno e delle sue atmosfere: come fare a salvarle?

“Lo so che è stato svolto tanto lavoro per la salvaguardia della cultura e delle tradizioni, ma ci sono tante persone in loco e nel resto del mondo, in grado di raccontare ancora la Rovigno di un tempo. Memorie che si dovrebbero recuperare in fretta: il tempo purtroppo non ci favorisce, anzi aumenta la nostra ansia per ciò che passa, se ne va, portandosi via tanto della nostra storia. Diversi progetti hanno portato alla raccolta di materiale prezioso su ciò che siamo, ma forse manca un coordinamento che metta tutto in rete e che dia un’idea forte della nostra dimensione di popolo sparso ma ancora forte e convinto”.

Sono queste le ragioni che ti hanno avvicinato all’associazionismo?

“Diciamo che c’è stata un’evoluzione lenta; quelle cose che succedono per caso, o almeno è questa la nostra percezione anche se forse c’è un disegno che ci guida. Chi sapeva delle mie origini rovignesi mi ha presentato all’ing. Francesco Zuliani, presidente della Famìa ruvignisa, che mi ha subito coinvolto per scrivere qualche articolo sul giornale dell’associazione. L’interesse, in quel momento, era diretto alla mia tesi di laurea sull’irredentismo in Istria che ho realizzato con il prof. Raoul Pupo, nella quale evidenziavo la primogenitura, anche rispetto a Trieste, del patriottismo italiano. In particolare in personaggi come Combi, Luciani, Madonizza, Giovanni Quatantotto, fino ai volontari che hanno svolto un lavoro oscuro, sotteraneo, ma contribuendo a creare una sensibilità e percezione di questo sentire. Anche l’interventismo nasce da questa spinta nata in questa nostra terra d’Istria. Il mio interesse per la storia ha creato tutta una serie di collegamenti con altri giovani mossi dalle medesime motivazioni”.

Nasce così l’associazione Pertan?

“Cristian Pertan, era un giovane di questo gruppo di amici di radici istriane, figli o nipoti di esuli, innamorati della nostra provenienza, scomparso prematuramente in seguito a un incidente. Avendo intrapreso la carriera militare, girava l’Italia divulgando la nostra cultura, sensibilizzando le persone. Abbiamo voluto trasformare la pena per la perdita di un caro amico in qualcosa di costruttivo, fondando l’associazione a suo nome e occupandoci di iniziative di valorizzazione delle nostre esperienze e del rapporto con l’Istria. Donando libri alle Comunità degli Italiani e facendo varie iniziative per costruire nuovi rapporti e conoscenze”.

Un’opera che ora si trasferisce anche alla Famìa?

“Sono convinto che la magia dei luoghi possa fare la differenza. Portare i giovani a Rovigno per il Raduno o in altre occasioni, credo contribuisca a creare gruppo, a evolvere il senso d’appartenenza. E poi ci sono i social che ci aiutano moltissimo. Alcuni siti in particolare hanno fatto da apripista, penso a quello creato da Gianclaudio de Angelini su Rovigno e tutti quelli che l’hanno emulato: rappresentano un riferimento, si crea conoscenza e anche il desiderio di un contatto diretto. L’attività della Famìa è concentrata su tre momenti importanti di aggregazione: San Marco ad aprile, il Raduno a settembre, e la ricorrenza dei defunti. Voglio costruire su questi tre momenti delle opportunità di coinvolgimento delle giovani generazioni, da evolvere poi insieme in altri progetti mirati a una ricomposizione su basi moderne. Il giornale è un altro pilastro della nostra attività che ha svolto per decenni un ruolo di massima importanza e che è un ago sensibile della vita comunitaria. Ultimamente si registra un calo costante degli associati, lo deduciamo dalla contrazione fisiologica del 20 per cento annuo dei contributi al giornale. Il bimestrale rimane comunque una necessità anche perché è ben fatto, con argomenti pertinenti, davvero lodevoli”.

I rovignesi organizzano da anni i loro raduni nella città natale coinvolgendo anche la Comunità degli Italiani...

“I rapporti sono ottimi e la volontà è di intensificare i progetti condivisi. La ricomposizione, voluta da Devescovi e Zuliani, non è più qualcosa di dogmatico, ma una necessità e una realtà che ormai fluisce normalmente nel rispetto delle reciproche esperienze, ma con il desiderio di entrare nei particolari. Il nostro mondo è fatto anche di persone che hanno mantenuto a Rovigno delle proprietà, ereditando la casa, o altri che se le sono ricomprate sottolineando il desiderio di mantenere un legame con la città e la sua gente. Un loro maggiore coinvolgimento nelle nostre iniziative è importante, insieme a quello degli intellettuali, i professionisti che sono in grado di proporre nuove reti, nuove opportunità di conoscenza e complicità. Dobbiamo valorizzare ogni aspetto della nostra presenza e soprattutto è importante non lasciare da soli quelli che lavorano veramente da anni, con slancio, per mantenere vivo un popolo disperso che anela all’unità, in ogni modo possibile”.

 

 

Visit the website Visit the website Visit the website

Who's Online

Abbiamo 117 visitatori e nessun utente online

Sfogliatore - Reader

Progetto abbonamenti gratuiti

Gentili lettori,
abbiamo il piacere di informarVi che, su iniziativa della Direzione dell’EDIT, è decollato il progetto degli abbonamenti gratuiti al digitale del quotidiano La Voce del Popolo (della durata di un anno) destinati agli esuli e loro discendenti e più in generale a persone che vivono all’estero (non in Croazia e Slovenia) interessate a seguirci su Internet.

I primi hanno già ricevuto l'email con tanto di codice per accedere all'abbonamento gratuito.

Il progetto continua e chi fosse interessato a ottenerlo e ancora non ci avesse trasmesso i propri dati può farlo inviandoci un messaggio contenente gli stessi all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Avviso ai lettori

Al fine di far aumentare le visite dei nostri lettori sul nostro portale, da qualche tempo a questa parte abbiamo scelto di impedire agli utenti di poter copiare i testi e le foto delle notizie che pubblichiamo. Nulla impedisce tuttavia, a chiunque voglia diffonderle, di cliccare sui link della notizia che interessa e che reindirizza immediatamente il lettore al nostro portale e, a tal punto, di  copiare dalla casella degli URL per intero e quindi incollare il link della notizia stessa replicandolo altrove. Seguendo questi semplici passi si ottiene il medesimo risultato e si contribuisce contemporaneamente alla diffusione dei nostri servizi e delle nostre testate in rete.

La Redazione

Weather data OK.
Fiume
27 °C

 

 

Facebook

Search

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Un cookie è un breve testo inviato al tuo browser da un sito web visitato. Consente al sito di memorizzare informazioni sulla tua visita, come la tua lingua preferita e altre impostazioni. Ciò può facilitare la tua visita successiva e aumentare l'utilità del sito a tuo favore. I cookie svolgono un ruolo importante. Senza di essi, l'utilizzo del Web sarebbe un'esperienza molto più frustrante.

Scopri i nostri zainetti

Politica

ROMA | Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano, è impegnato nelle attività preparatorie del vertice di Trieste del 12 luglio incentrato sull’Europa sudorientale. Alfano ha sottolineato che...
More inPolitica  

Fiume

Al primo turno delle elezioni amministrative Fiume si è dimostrata ancora una volta una città dove i cittadini partecipano relativamente poco alla vita politica, almeno quando si tratta di esprimere la...
More inCronaca fiumana  

Istria

ROVIGNO | Dopo Buie, ha fatto tappa anche a Rovigno il seminario per docenti di materie scientifiche organizzato nell’ambito del progetto di divulgazione scientifica I-SMS (Italian Science Moving in...
More inCronaca istriana  

Pola

Ballerini pimpanti, scatenati e pieni di desiderio di comunicare al pubblico tanta voglia di coreografico divertimento. D’accordo, sarà anche merito della frequenza dei tanti studi di ballo che Pola...
More inCronaca polese  

Capodistria

ISOLA| La Comunità degli Italiani “Dante Alighieri” ha ospitato giovedì sera nella sala maggiore di Palazzo Manzioli l’“Amadeus Adriatic Orchestra”, diretta dal maestro Stefano Sacher. “L’evento rappresenta...
More inCapodistriano  

FVG

Thumbnail Valzer di direttori per il gruppo L’Espresso, che include, in FVG, anche i quotidiani Messaggero Veneto e Il Piccolo. Proprio per quest’ultimo è stato sancito un cambio di direzione. Dal 20 aprile il...

Cultura

FIUME | Il candido campanile svetta nell’azzurro del cielo sul magico e largo orizzonte del Quarnero dove cielo e mare si ricongiungono in un indescrivibile cromatismo di celesti, indaco e blu. Lo...

Esuli e rimasti

Thumbnail Le Acli, Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, nascono ufficialmente a Roma nell’agosto 1944, per iniziativa di Achille Grandi: “Era convincimento di noi tutti che i lavoratori cristiani,...
More inEsuli e rimasti  

Arcobaleno

Arcobaleno, febbraio 2017
15 Gennaio 2017
Thumbnail In edicola il nuovo numero di "Arcobaleno"Arcobaleno, febbraio 2017
More inUltimo numero  

La Battana

La Battana n. 202
16 Gennaio 2017
Thumbnail In edicola il nuovo numero del "La Battana" PREMESSAProcedendo in una ricerca interiore UOMINI E SEGNIDedicato a Erna Toncinichdi Daina Glavočić SAGGIL’interferenza del croato nell’apprendimento...
More inUltimo numero  

Panorama

Thumbnail Oggi in edicola il nuovo numero di "Panorama"Panorama, n.9, 15 maggio 2017  
More inUltimo numero