Cultura

Frammenti di storia ignota in un progetto maestoso

PARENZO | Un intenso lavoro di ricerca ha impegnato negli ultimi sette anni tutta l’équipe di curatori del Museo del territorio parentino.

Al centro dell’impegno pluriennale proprio la sede museale di via Decumana, ovvero Palazzo Sincich, sondata dalle fondamenta al tetto, sotto la costante supervisione della Sovraintendenza ai beni culturali.
“Ciò che è emerso in questi ultimi anni è straordinario - ci racconta la direttrice Elena Uljančić Vekić -. Frammenti di storia finora sconosciuta ci fanno capire che non siamo mai stati in possesso di così tante informazioni come in questo momento. La ricerca si è svolta su linea binaria: da una parte scavi archeologici al pianoterra e un completo sondaggio architettonico del palazzo, dall’altra un minuzioso settaggio degli archivi storici (in primis la Biblioteca nazionale Marciana di Venezia). La documentazione raccolta e l’esito degli scavi puntano ora a un nuovo e maestoso progetto: il restauro di Palazzo Sincich e l’allestimento di una mostra permanente, che racconti la lunghissima e complessa storia di Parenzo. L’idea progettuale non prevede un percorso puramente cronologico, bensì diviso per argomenti che, con taglio urbanistico, espongano lo sviluppo urbano dalla preistoria fino all’età contemporanea”.
Come primo argomento l’urbanistica della città, un tema dettato dal ritrovamento archeologico nelle fondamenta del palazzo. A un metro di profondità sono stati rinvenuti reperti di epoca romana (III- IV secolo) con frammenti di una splendida pavimentazione musiva. Si prevede di lasciare scoperto il sito, in modo da inserirlo nel percorso di visita, come esempio di domus romana tardoantica. Il secondo argomento tratterà nascita e sviluppo dei Castellieri preistorici della zona (Pizzughi, Moderle e Sant’Angelo), per i quali l’odierna Parenzo rappresentava il porto.

Parentium, in primis

“Al primo piano ritroveremo Parentium - continua Elena Uljančić Vekić -, con tutta l’archeologia dell’antico municipio romano, il cui corpus è lo stesso che permise nel 1884 la fondazione del Museo archeologico di Parenzo, il primo istituto museale dell’Istria. Si passerà poi alla Parenzo città vescovile, la cui storia iniziata nel IV secolo continua fino ai nostri giorni. La città è, infatti, tuttora sede della diocesi istriana. Ricchissimo si profila l’allestimento della Parenzo veneziana, con materiali che testimoniano ben 530 anni di dominio veneto, dove i temi riguarderanno la vita urbana, dall’architettura fino ai podestà.
Un’ulteriore caratteristica parentina è quella di essere stata capitale dell’Istria a partire dal 1861, anno di nascita della Dieta Istriana, il parlamento regionale nell’epoca asburgica. In questa sala sarà possibile seguire lo sviluppo urbanistico e sociale della città nel periodo del Margraviato d’Istria”.
Parenzo città nobiliare sarà invece il tema dedicato al lascito dei Polesini, la più importante famiglia nobiliare dell’Istria, presenti a Parenzo dalla fine del Settecento. Questo compartimento vedrà la luce grazie ai numerosi oggetti, in parte acquistati e in parte avuti in dono dai marchesi Polesini, la cui famiglia ha dato alla città diversi imminenti personaggi, come alcuni podestà nonché il primo presidente della Dieta Istriana. Una parte della mostra permanente sarà dedicata anche alla Città devastata, per ricordare la lacerazione materiale causata dai bombardamenti durante la Seconda guerra mondiale. La città subì una perdita totale anche a livello demografico e culturale: il grande esodo tolse a Parenzo il 95% della popolazione.

Voce anche agli esuli

La direttrice sottolinea che nelle interviste il Museo ha voluto dare spazio sia alla voce degli esuli che a quella dei rimasti. L’intento è di presentare una testimonianza integrale dell’infelice momento storico.
Con il capitolo Parenzo campione del turismo si scoprirà lo sviluppo della cittadina durante il boom economico che a partire dagli ultimi anni ‘60 l’aveva portato a diventare la prima destinazione turistica della Jugoslavia. Questa sala condurrà i visitatori fino al periodo contemporaneo e alla Parenzo moderna, che ha consegnato il primato ad altre perle della costa croata, pur rimanendo grande metà del turismo di massa. Coinvolti nella ricerca anche alcuni fedelissimi ospiti stranieri, che per le loro vacanze scelgono la riviera parentina da oltre mezzo secolo.
L’ultima stanza illustrerà la storia del palazzo, inclusi gli interventi di costruzione, conservazione e restauro di pianterreno, primo piano, secondo piano e sottotetto. Qui verrà narrata anche la storia della famiglia Sincich, che all’inizio del XVII secolo arrivò a Parenzo dall’isola di Brazza (Brač) in Dalmazia e costruì il presente edificio. Da ricordare che Palazzo Sincich rappresenta uno dei due gioielli barocchi dell’Istria (assieme al Battiala-Lazzarini di Albona). Tra le peculiarità del Palazzo va rilevata la disposizione originale delle stanze: un salone centrale, più quattro sale laterali che rappresentano il cosiddetto “piano nobile”, secondo la tradizione veneta il cui motto recita “quatro stanze e un salon - casa tipica del schiavon”.
Grazie all’ampia ed esaustiva documentazione il progetto ora è pronto a candidarsi ai fondi europei. Si tratta di un immane intervento di “chirurgia edilizia”, che prevede un investimento di 35 milioni di kune. Le fasi di restauro finora completate riguardano le fondamenta e la copertura, mentre facciate, travature e piani attendono un felice esito ai concorsi.
Intanto la Storia, pazientemente raccolta e catalogata, attende la futura disposizione museale che si spera possa diventare un’autentica e preziosa scatola del tempo in cui sarà possibile rivivere i grandi momenti storici di Parenzo, una città fenice che ha sempre saputo ripartire da zero.

 

 

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