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LE DUE COMUNITÀ HANNO pubblicato un OPUSCOLO DEDICATO A UN ILLUSTRE CITTADINO
Gli italiani e gli ebrei di Spalato
ricordano Luciano Morpurgo, un Uomo Giusto

SPALATO – L'Olocausto e le vicende dalmate nel periodo della seconda guerra mondiale. La Comunità degli Italiani e quella ebraica di Spalato, presentando la pubblicazione che hanno dato alle stampe insieme, hanno voluto rendere omaggio e ricordare un illustre cittadino spalatino, l'ebreo italiano Luciano Morpurgo (1886-1971), che nel suo percorso esistenziale e lavorativo a Roma, in qualità di editore, fotografo d'arte e scrittore, non ha mai smesso di onorare la "sua Spalato" e la "sua Dalmazia", con profondi e paritari sentimenti di ebraicità e di italianità di un dalmata. E questo soprattutto quando le Leggi razziali italiane del 1938 l'hanno colpito come scrittore facendo ritirare dalle librerie il suo, fresco di stampa, romanzo autobiografico "Quando ero fanciullo" (Edizioni Luciano Morpurgo, Roma 1938), intriso di amore filiale per la nativa Spalato, in cui aveva vissuto i suoi primi tredici anni di vita, in seno alla nota e benemerita famiglia askenazita dei Morpurgo. In seguito, riuscì tuttavia a ristampare nel 1942, nel pieno clima fascista, la sua amata opera, dedicata alla madre morta prematurante. Ma fu costretto a cambiare identità, diventando Luciano Spalatino, titolare della casa editrice non più Luciano Morpurgo, bensì Dalmatia.
Il libro, in versione bilingue italiano – croata è intitolato "Leggi razziali in Italia e Luciano Morpurgo", è stato redatto da Suzana Glavaš (che firma anche l'introduzione) e Ana Lebl, con prefazione del presidente della CI spalatina Mladen Čulić Dalbello e di Ana Lebl – Zoran Morpurgo, a nome della Comunità ebraica di Spalato. Il lavoro nasce su iniziativa di un'ebrea spalatina, Suzana Glavaš – che, tra l'altro, ha sentito anche la testimonianza del prof. Duško Kečkemet, che conobbe Morpurgo personalmente – nel settantesimo anniversario della promulgazione delle Leggi razziali in Italia, leggi di cui, come si accennava sopra, il nostro fu una delle prime vittime. O, come egli stesso riportò, tristemente consapevole della sua condizione, del fatto che era "... il primo autore ebreo colpito, che avevo, insomma, il vanto (se vanto si può chiamare) di essere la prima vittima razziale in Italia...".
La pubblicazione, che in copertina riporta un autoritratto di Morpurgo tratto dal suo libro "Quando ero fanciullo", riporta ricordi e impressioni che riguardano Spalato e che lo scrittore ha registrato in due capitoli di "Caccia all'uomo! Pagine di diario 1938-1944 (Casa editrice Dalmatia S.A. di Luciano Morpurgo, Roma 1946), Al consolato italiano di Spalato (giugno 1940) e La distruzione del Tempio israelitico di Spalato (30 luglio 1942). "È un Uomo Giusto quello che noi, italiani ed ebrei di Spalato, ricordiamo con questo opuscoletto, affinché non si perda la memoria di chi ha saputo onorare e tenere in vita, a testa alta anche nei momenti piu avversi alla sua esistenza, la più bella immagine e l'amore puro per la sua nativa Dalmazia. Di cui, scrisse, nel diario di guerra, essere 'il paese forse più bello, certamente uno dei più belli del mondo, dove le montagne nevose si specchiano d'inverno nel mare azzuro e migliaia di isole formano una lunga corona, un ponte meraviglioso che unisce I'oriente all'occidente'", rileva l'avvocato Mladen Čulić Dalbello. "Ricordiamolo, quindi, anche come Ponte, quel Ponte che ci unisce nelle nostre diversità di cittadini della Storia, dai cui errori siamo pronti solo ad imparare come creare un Mondo migliore per noi tutti" conclude il presidente della CI di Spalato.